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“Turni disumani e taglio dei precari storici’: agli Uffizi scatta la protesta dei lavoratori

Lavoro“Turni disumani e taglio dei precari storici’: agli Uffizi scatta la protesta dei lavoratori

FIRENZE – “Basta vite precarie”, primo striscione. “Firenze culla dello sfruttamento”, nel secondo in cui lo slogan ‘gioca’ con la parola Rinascimento. Nella settimana di Pasqua, mentre file di turisti scorrono senza sosta, agli Uffizi l’Usb scende in piazza nel giorno in cui ha proclamato sciopero. Lo fa con un altro sindacato di base, i Sudd Cobas, che resteranno in presidio permanente davanti al museo per una settimana, fino a Pasquetta.

“I lavoratori in sciopero hanno deciso di perdere una giornata del loro salario perché da quando c’è stato il cambio dell’appalto non vengono rispettati i contratti. Parliamo di persone che da 20 anni lavorano in questi musei e che, una volta subentrata CoopCulture, si sono visti applicare in maniera unilaterale addirittura un orario con dei turni di 10 ore al giorno”, spiega nel corso della protesta Mario Carluccio, coordinatore provinciale di Usb Firenze.Oltre a questo, la mobilitazione riguarda anche i “precari storici: lavoratori che per 10 anni hanno lavorato con contratti a termine e, ad oggi, sono stati lasciati a casa”. Proprio su questo, attacca, “abbiamo saputo che CoopCultura e il ministero utilizzano addirittura contratti a chiamata”, una pratica “per noi inaccettabile”. Infine, “siamo qui anche per dire basta al sistema degli appalti che genera precariato e sfruttamento”.

In piazza ci sono anche i Sudd Cobas che fino al 6 aprile daranno vita a “tante iniziative che si susseguiranno nei giorni e volantinaggi”, spiega per il sindacato Luca Toscano. Che assicura: “Intensificheremo la lotta, che ormai va avanti da mesi, perché è arrivato il momento di reinserire al lavoro i precari storici che qui hanno lavorato 10, 15, 18 anni e che si sono ritrovati senza reddito né lavoro dopo anni di precarietà”. Questo, inoltre, ha generato “il peggioramento delle condizioni di chi, invece, è rimasto al lavoro. Perché la diminuzione dell’organico vuole dire orari disumani e turni spezzati. Ci sono addirittura lavoratori costretti a dare le dimissioni, perché i turni non sono più compatibili con la vita delle persone”. Infine “c’è un problema sul servizio: ci sono guide turistiche che da settimane denunciano file interminabili per l’ingresso al museo e ora, che siamo a Pasqua, questo problema aumenterà”.Toscano, quindi, preme per “la convocazione di un tavolo in Regione, che non arriva”. E aggiunge: “A renderci ancora più arrabbiati c’è il fatto che stanno assumendo nuovi precari, addirittura con contratti a chiamata. Voglio dire, mentre chiediamo di finire con la precarietà e aprire una stagione di lavoro stabile e dignitoso” negli appalti degli Uffizi “si fanno nuove assunzioni con contratti ancora più precari di quelli subiti dai precari storici”.Questa “roba è insostenibile. Per questo montiamo i gazebo: staremo qui tutti i giorni, perché vogliamo che si accendano i riflettori. Gli Uffizi, infatti, non sono solamente un contenitore di opere d’arte, ma purtroppo anche un contenitore di precarietà e di lavoro non degno. E questo deve cambiare”.
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