giovedì, 30 Aprile 26

Stadio di Milano, 9 indagati nell’indagine per turbativa d’asta; il Centrodestra: “Sala a casa”

PoliticaStadio di Milano, 9 indagati nell’indagine per turbativa d’asta; il Centrodestra: “Sala a casa”

MILANO – Ridda di reazioni nel centrodestra e richiesta di dimissioni del sindaco di Milano Giuseppe Sala dopo la notizia dell’indagine per turbativa d’asta a carico di nove persone sulla vendita di San Siro a Milan e Inter. Tra questi- come emerso stamane dopo le prime perquisizioni della Gdf, anche a palazzo Marino- l’ex vicesindaco di Pisapia Ada Lucia De Cesaris, l’ex assessore all’urbanistica della giunta Sala Giancarlo Tancredi, il direttore generale di palazzo Marino Christian Malangone e Giuseppe Bonomi, Alessandro Antonello e Mark Van Huukslot, ex dirigenti di Inter e della società stadio M-I fondata dai due club per l’acquisizione del Meazza.

LE REAZIONI DI LEGA E FDI

“Siamo garantisti e confidiamo che gli indagati abbiano modo di chiarire le proprie posizioni nelle sedi opportune”, esordisce il capogruppo Lega Alessandro Verri. “Non possiamo però non denunciare, come diciamo da tempo, le troppe zone d’ombra e una gestione amministrativa frettolosa nella vendita di San Siro. L’Amministrazione ha scelto di tirare dritto, ignorando le perplessità delle opposizioni e di parte della città”. Il segretario del Carroccio a Milano e compagno di gruppo di Verri, Samuele Piscina, parla di notizie “inquietanti” e apre la galleria della richiesta di dimissioni del sindaco. “Si parlerebbe addirittura di una vera e propria alterazione della procedura amministrativa” che ha portato, il 1 ottobre 2025, alla cessione a Inter e Milan dello stadio e delle circostanti aree edificabili, per un totale di 280.000 metri quadrati. Piscina sottolinea “le fughe di notizie illegali sulle delibere del 2021 e del 2023, con almeno due presunte rivelazioni di segreto da parte di alti dirigenti comunali verso consulenti riconducibili all’Inter. A ciò si aggiunge quanto ora contestato dagli inquirenti sull”atto equipollente’ al bando di gara, individuato nella delibera con cui il Comune, il 24 marzo 2025, pubblicò l’avviso pubblico per raccogliere eventuali manifestazioni di interesse ulteriori rispetto alla prelazione di Inter e Milan. Non passa giorno senza che l’Amministrazione comunale di sinistra finisca al centro di indagini, esposti, fascicoli o accertamenti”, conclude Piscina. “Dopo 15 anni di danni alla città, dal degrado alla sicurezza, dalla mobilità ideologica fino ai dossier urbanistici e ora San Siro, è arrivato il momento che questa sinistra faccia l’unica cosa dignitosa: lasciare Palazzo Marino”.Il deputato Fdi Riccardo De Corato si aspettava “anche questo nuovo filone d’inchiesta sullo Stadio e lo dissi già a suo tempo, esattamente lo scorso 1 ottobre, quando misi in guardia Sala dicendogli di aspettare a ‘cantar vittoria’ sulla vendita, perché la partita era ancora apertissima. È arrivato il momento che il Sindaco vada a casa. Manca solo un anno e la città e i milanesi non possono continuare a soffrire ed essere succubi di inchieste e vicende giudiziarie. Non se lo meritano”.Il capogruppo meloniano a palazzo Marino, Riccardo Truppo, spiega di poter “dire con certezza, politicamente parlando, che le premesse non sono mai state buone sin dalla mancata risposta a tante domande che, come opposizione, abbiamo a suo tempo avanzato nell’arco dei mesi precedenti alla delibera con la quale nel settembre del 2025 abbiamo venduto stadio e area. Ci domandiamo se anche questa volta il Sindaco figurerà come non informato dei fatti. Ci domandiamo, inoltre, ancora oggi come possa essere stato considerato valida per il Sindaco e la sua Giunta una cessione in compravendita immobiliare di bene pubblico comunale con l’unico presupposto di aggirare e prevenire un vincolo urbanistico che non avrebbe più permesso l’abbattimento dello Stadio di San Siro. Il Sindaco chiarisca il prima possibile e si assuma la responsabilità politica di quanto accade”.
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo https://www.dire.it

Check out other tags: