ROMA – “Bene ha fatto il Governo a dire di no a delle richieste che esulavano dagli accordi dell’utilizzo delle basi. Accordi che in parte sono coperti da segreto di Stato. Il Governo si è impegnato a ogni nuova richiesta di fare un passaggio parlamentare, cosa che farà”.
Stefania Craxi, da poco capogruppo di Forza Italia e a lungo presidente della commissione Esteri di Palazzo Madama, lo dice ai giornalisti in Senato che le chiedono un commento sui recenti fatti di Sigonella che non possono non richiamare alla mente quanto accadde nel 1985 con protagonista suo padre Bettino Craxi, il presidente del Consiglio che schierò i Carabinieri di fronte ai marines USA.
Oggi, invece, con la notizia del diniego all’uso della base americana per operazioni di guerra sull’Iran “penso che non ci sia nulla da chiarire. Ripeto, ci sono degli accordi e c’è la richiesta del Governo, in ogni evenienza, di rispettare il diritto internazionale”.
D’altronde “le forme di collaborazione sono scritte nero su bianco su degli accordi e il Governo sa perfettamente qual è il perimetro entro il quale si deve muovere”, precisa. Certo, domandano i giornalisti, tutti abbiamo pensato a suo padre.
“C’è una sola cosa in comune con le due vicende che avevano tutt’un’altra genesi- risponde Stefania Craxi- che è la centralità della base di Sigonella e quindi del Mediterraneo, che è centrale non solo per l’Italia e l’Europa, ma per tutto il sistema internazionale”.
Le due vicende, prosegue, “non sono paragonabili. In quel momento si pensava alla richiesta che venissero consegnati agli Stati Uniti i dirottatori. Craxi riteneva che dovessero essere processati, come poi avvenne, dallo Stato italiano. Si tratta in entrambi i casi non di uno strappo diplomatico, ma della richiesta di rispetto della sovranità internazionale, ma sono due vicende che sono di natura totalmente diversa”.
Forse nel 1985 era più facile avere a che fare con l’alleato americano rispetto a oggi?
“Io penso una cosa: l’alleanza euroatlantica è ineludibile, è il fondamento della nostra sicurezza. Quindi chiunque sia il Presidente degli Stati Uniti, a questa postura, io credo, di un rapporto senza tentennamenti ma senza subalternità, noi però ci dobbiamo tenere”, conclude Stefania Craxi.
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