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Le proteste non fermano il Museo dei bambini a Bologna: “Si farà, non fermiamo il cantiere”

PoliticaLe proteste non fermano il Museo dei bambini a Bologna: “Si farà, non fermiamo il cantiere”

BOLOGNA – “Oggi esco con impegno. Ma non a fare a passo indietro, perché il cantiere non lo fermiamo. A fare due passi avanti con chi è disponibile a parlare dei progetti per questa città e questo quartiere”. Lo mette in chiaro il sindaco di Bologna, Matteo Lepore, al termine dell’infuocato incontro di questa mattina in SalaBorsa, durato circa quattro ore, sul Museo dei Bambini al Pilastro. La frase del sindaco strappa l’applauso a scena aperta della platea. O quantomeno di quella rimasta ad ascoltare fino alla fine, perché nel momento in cui interviene Lepore per le conclusioni, il comitato in lotta contro il progetto ha già deciso di abbandonare l’auditorium. La battaglia comunque proseguirà: domani con il corteo al Pilastro e nei prossimi giorni con altre iniziative, assicurano Lausa Pasotti e Sergio Spina del comitato Mubasta, che con striscioni e megafoni ha manifestato fuori e dentro SalaBorsa in contemporanea all’incontro. Oltre alla protesta e al dissenso espressi a voce alta per tutta la durata del convegno, contestando ogni relatore intervenuto (“Vergogna”; “Non è vero”; “Sei mai venuto al Pilastro?”; “Venduti”; “Mafiosi”), più cittadini contrari all’opera hanno anche preso parola. La critica all’abbattimento degli alberi e alla cementificazione del parco, le più ripetute, si mischiano ai dubbi sulla gestione del museo e sul fatto che nel Muba “si faranno attività che già oggi si fanno nelle scuole”. Un’opera inutile, insomma, secondo i contrari.

“Il Museo è un’imposizione paternalistica del Comune- accusa Pasotti- che porta avanti la stessa narrazione sul Pilastro che dice di voler superare. Abbiamo chiesto dialogo e ci è stato risposto con la Polizia e la Digos sotto casa. Abbiamo vissuto repressione e militarizzazione, chiediamo un passo indietro”. Alessianeva Marino si sfoga: “Io ero candidata col sindaco, credevo nel Pd. Ho sofferto tanto, perché pensavo di poter fare qualcosa per il nostro territorio. E invece, dopo il vostro insediamento, non vi siete più visti”. Tra gli interventi, anche quello di un’insegnante delle scuole Romagnoli, che ricorda: “Nel 2022 i bambini hanno partecipato a un progetto su come migliorare il parco. Lo avevano immaginato più bello, non così. Da allora non abbiamo più avuto interlocuzioni, ora ci si chiede di collaborare: è l’ennesima strumentalizzazione”.

Oltre ai cittadini contrari, diversi anche gli interventi di chi invece il Muba al Pilastro lo vuole. “Il territorio è stato profanato- dice una signora, che se la prende col comitato- io stessa sono stata offesa, questa non è democrazia. Non ho mai avuto così tanta paura al Pilastro”. Alcune risposte ai contestatori vengono anche dall’assessore alla Scuola, Daniele Ara. “I progetti educativi si fanno in luoghi belli e raggiungibili”, dice, spiegando che oltre il Muba “continueremo a lavorare per la riqualificazione del parco: dove piantare altri alberi, dove mettere le panchine e l’area giochi”. Ai contestatori poi replica: “Dobbiamo essere adulti anche quando discutiamo. Non adolescenti. Perchè certe dinamiche mi hanno colpito molto. La stessa energia bisognerebbe metterla anche nell’affrontare problemi seri”. Poi aggiunge: “La vostra battaglia è un’altra, noi continueremo a voler bene al Pilastro”. Alla fine tira le somme il sindaco.

“Ascoltarsi fino in fondo anche quando si ha molta rabbia è un investimento sulla città, che amiamo tutti- dice Lepore- partiamo da qua. Tutti vogliamo bene a Bologna e al Pilastro, ed è giusto essersi detti le cose in faccia. Non trovo accettabile invece puntarci il dito, minacciarci e scrivere i nomi sui muri (nei giorni scorsi sono comparse scritte tra cui ‘Lepore sotto al cemento’): non è da città civile”. La discussione, continua il sindaco, “non è sul futuro del Pd e di Coalizione civica, tema che oggi è stato portato strumentalmente, ma sul futuro sul Pilastro. Le strumentalizzazioni vanno tenute fuori dalla porta”. Il sindaco replica anche alla consigliera di Quartiere di Fdi Giovanna Conza, che critica la scelta di aver chiamato tra i relatori anche i responsabili del museo di Scampia. “Non consideriamo il Pilastro la Scampia di Bologna- afferma Lepore- ma dobbiamo imparare da chi lavora lì e ci può insegnare ad affrontare le questioni difficili”. Il sindaco poi rivendica di esserci sempre stato al Pilastro, anche “quando abbiamo lanciato il progetto ‘Pilastro 2016’ per i 50 anni del rione. Dobbiamo dirci che molte di quelle cose non sono riuscite. Forse perché i progetti non erano adeguati, perché abbiamo fatto degli errori e perché il lavoro sociale è maledettamente difficile. Quindi, anche litigando, dovremmo arrivare insieme a dirci che cosa fare per quei bambini”.
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