giovedì, 30 Aprile 26

VIDEO | FOTO | Acqua, Anbi presenta 266 progetti per la sicurezza idrica

PoliticaVIDEO | FOTO | Acqua, Anbi presenta 266 progetti per la sicurezza idrica

ROMA – Un vero e proprio giro d’Italia per parlare dell’acqua e dell’importanza che questa risorsa riveste per tutte le Regioni del nostro Paese. L’Associazione Nazionale dei Consorzi di Gestione e Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (Anbi) ha presentato oggi a Roma, presso la Sala dei Gruppi parlamentari, in via di Campo Marzio, 266 progetti redatti dai Consorzi di bonifica e irrigazione per il Piano Nazionale di Interventi Infrastrutturali e per la Sicurezza nel Settore Idrico (Pniissi), in occasione del convegno dal titolo ‘Sicurezza idrica e resilienza dei territori: la proposta concreta dei consorzi di bonifica’. In particolare, il valore dei progetti presentati, nella finestra compresa tra ottobre 2025 e gennaio 2026, è di 7,3 miliardi di euro, con una capacità di invaso di 1 miliardo di metri cubi e una risorsa idrica risparmiata pari a 2 miliardi di metri cubi l’anno. Grazie ai progetti, inoltre, si produrrebbero 1,1 miliardi di kWh l’anno di energia rinnovabile e si eviterebbero 425.410 tonnellate l’anno di CO2 in atmosfera. Importante l’impatto economico sul territorio, che ammonta a +1,5 miliardi di euro l’anno, mentre i 266 progetti presentati (139 al nord, 67 al centro e 60 al sud e isole) produrrebbero 57.120 nuovi posti di lavoro. Negli ultimi 20 anni, hanno sottolineato gli esperti intervenuti, il dissesto idrogeologico ha generato in Italia danni medi stimati in circa 3,5 miliardi di euro all’anno, confermando una condizione strutturale di fragilità del territorio.

CLIMA E EVENTI ESTREMI

Parallelamente, la crisi climatica ha amplificato gli effetti della siccità: gli eventi estremi, tra cui periodi prolungati di assenza di precipitazioni, hanno causato oltre 20 miliardi di euro di danni all’agricoltura negli ultimi quattro anni. Eventi recenti evidenziano la crescente intensità e frequenza dei fenomeni: la vasta frana che sta colpendo Niscemi dal gennaio 2026, il ciclone Harry, evento meteorologico estremo di notevole intensità che si è abbattuto sull’Italia meridionale, in particolare Sicilia, Calabria e Sardegna, tra il primo e il 13 gennaio 2026. E ancora: la grave emergenza causata dal maltempo che a fine marzo e inizio aprile di quest’anno ha colpito il comune abruzzese di Silvi, provocando una grande frana nella zona di Silvi Paese. C’è poi da ricordare la frana di Petacciato, in Molise, che ha portato al crollo del ponte sul Trigno lungo la statale 87. Questi episodi comportano costi economici rilevanti e impatti diretti su comunità, infrastrutture e sistema produttivo. Anbi, insieme a Coldiretti, promuove il Piano Invasi Multifunzionali, basato su una rete diffusa di invasi di medie dimensioni con una duplice funzione: mitigazione del dissesto idrogeologico e raccolta e stoccaggio della risorsa idrica. Il piano mira a incrementare la capacità di trattenere acqua piovana, ridurre il rischio di alluvioni e contrastare la siccità.

VINCENZI: “IL LAVORO DEI CONSORZI SI CONFERMA UTILE SOTTO MOLTEPLICI PUNTI DI VISTA”

Nell’ambito dell’ultima finestra Pniissi, i Consorzi di bonifica hanno dunque presentato progetti per un valore complessivo di 7,3 miliardi di euro, che prevedono interventi diffusi e immediatamente cantierabili. A questi si affianca un piano di efficientamento e innovazione, che contempla modernizzazione delle reti irrigue, riduzione delle perdite idriche e digitalizzazione e monitoraggio intelligente. ‘I Consorzi di bonifica- ha spiegato il presidente Anbi, Francesco Vincenzi- sono protagonisti assoluti di questa finestra Pniissi. I dati presentati oggi non sono soltanto numeri, ma rappresentano progettualità concrete, diffuse su tutto il territorio nazionale, capaci di rispondere ai bisogni reali del Paese. Il lavoro dei Consorzi si conferma utile sotto molteplici punti di vista: è utile al Paese, perché rafforza la sicurezza idraulica e la gestione della risorsa idrica, è utile al modello di sviluppo, perché sostiene un’agricoltura moderna, competitiva e resiliente, è utile ai cittadini, perché tutela comunità, infrastrutture e territori, è utile all’ambiente, perché propone soluzioni innovative, sostenibili e orientate all’adattamento climatico, ed è utile anche al governo, perché mette a disposizione progettualità pronte, cantierabili e coerenti con gli obiettivi strategici nazionali’.

‘Non possiamo non sottolineare, inoltre, l’ottima performance dei Consorzi nell’ambito del Pnrr: il raggiungimento del 100% dei target assegnati dimostra capacità, affidabilità e senso di responsabilità. Tutto questo- ha poi evidenziato- è stato realizzato nonostante ostacoli che ancora oggi rallentano l’azione amministrativa. È evidente che un eccesso di complessità burocratica rischia di frenare energie e competenze che invece dovrebbero essere messe nelle condizioni di operare con maggiore rapidità ed efficacia. I risultati di oggi, però, hanno anche un altro valore fondamentale: tolgono ogni alibi. A chi sostiene che mancano i progetti, rispondiamo con i fatti: i Consorzi hanno presentato 7,3 miliardi di euro di interventi in questa finestra Pniissi’. ‘I progetti ci sono. Sono concreti, diffusi e pronti. E, come ha ricordato il ministro Foti, ci sono anche le risorse. La sfida, dunque, è trasformare rapidamente queste opportunità in cantieri, opere e benefici tangibili per il Paese. In questo percorso- ha inoltre affermato Vincenzi- tutto il sistema dei Consorzi continuerà a fare la propria parte con responsabilità, competenza, visione e con innegabili vantaggi per la bellezza dei territori, il modello di sviluppo legato ai suoi valori (cibo, arte, ambiente), il reddito delle imprese agricole e la loro maggiore competitività, la maggior sicurezza idrogeologica per tutti i cittadini’.

GARGANO: “SAVE THE WATER, NOT THE WAR”

‘Il momento caratterizzante dei lavori di oggi- le parole del direttore generale Anbi, Massimo Gargano- è stato quello che abbiamo racchiuso nello slogan ‘Save the water, not the war’: non vogliamo che questa acqua continui a essere, come è stato nel bacino del Nilo, in Ucraina, come è adesso è in Medio Oriente, uno strumento di guerra a danno delle popolazioni e dei cittadini. Deve essere qualcosa che, invece, unisce, sulla sicurezza, sulla crescita e sull’occupazione. Lo abbiamo fatto anche rivolgendoci all’Europa, a cui abbiamo chiesto percorsi privilegiati dal punto di vista fiscale e dal punto di vista della semplificazione mirati a tutte quelle opere che oggi i Consorzi hanno presentato, che vanno nella direzione dello stoccaggio, della conservazione della risorsa e che indubbiamente uniscono i popoli e le regioni perché aumentano la coesione nei confronti della risorsa’.

BATTISTONI: “CI TROVIAMO DI FRONTE A CONTINUI EVENTI CALAMITOSI”

‘Credo che questo convegno, questo punto sulla situazione sulle tematiche della sicurezza idrica e la resilienza dei territori arrivi nel momento giusto. Senza andare troppo indietro- è intervenuto ai microfoni dell’agenzia Dire il segretario dell’Ufficio di Presidenza della Camera, Francesco Battistoni- possiamo guardare da inizio 2026: abbiamo avuto episodi catastrofali che hanno interessato prima Sicilia, Calabria e Sardegna per poi passare al Molise e all’Abruzzo. Ci troviamo, quindi, di fronte a continui eventi calamitosi’. ‘Il punto della situazione oggi va fatto- ha proseguito- stiamo mettendo in campo notevoli strumenti e anche all’interno del Pniissi gli stessi Consorzi di bonifica, l’Anbi per la precisione, ha presentato progetti per oltre 7 miliardi di intervento. In più siamo discutendo in Commissione Ambiente una proposta di legge di iniziativa del Cnel che va proprio a coordinare i vari enti sul territorio, dando la possibilità alle Regioni e agli enti locali di stipulare una convenzione con l’Anbi. Credo sia un ottimo strumento per la prevenzione del dissesto idrogeologico’.

In un messaggio inviato ai partecipanti del convegno, il presidente della Commissione Ambiente della Camera, Mauro Rotelli, ha dichiarato che ‘la concomitanza dell’evento odierno sulla resilienza dei territori da una parte e la conversione del decreto legge che contiene misure per fronteggiare le conseguenze del fenomeno alluvionali come il ciclone Harry e la frana di Niscemi dall’altra testimoniano la fragilità del nostro territorio di fronte agli effetti del cambiamento climatico e agli strutturali problemi del nostro Paese in termini di infrastrutture idriche sia che si tratti di affrontare siccità che alluvioni’. ‘Le proposte oggi messe in campo dall’Anbi insieme a Coldiretti finalizzate alla predisposizione di una capillare rete di invasi di medie dimensioni per affrontare contestualmente il problema delle necessità idriche dell’agricoltura ma anche il contenimento di eventi alluvionali- ha scritto- rappresentano soluzioni concrete da adottare prima che l’emergenza condizioni dolorosamente ogni nostra scelta a partire dalla riduzione, o peggio, dal conflitto negli usi della risorsa idrica’.

SICLARI: “SICUREZZA IDRICA E DELLA RESILIENZA DEI TERRITORI”

‘Il tema- ha concluso la direttrice generale dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (Ispra), Maria Siclari- è quello della sicurezza idrica e della resilienza dei territori. Questo tema così complesso si può affrontare partendo da quello che ci ha detto la strategia della Commissione Europea, l’acqua è vita e per poterla tutelare dobbiamo operare secondo due direttrici: da una parte dobbiamo ripristinare e tutelare il ciclo dell’acqua, dalla sorgente al mare ma anche rafforzare la capacità dei nostri territori di rispondere agli eventi estremi. Dall’altra dobbiamo arrivare ad assicurare una gestione sostenibile della risorsa acqua, avendo però la capacità di integrare la natura, le infrastrutture e l’innovazione’.
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