ROMA – All’Università della Georgia, davanti alla platea conservatrice di Turning Point USA (l’organizzazione fondata da Charlie Kirk), J.D. Vance ha tenuto un comizio che sembrava progettato per essere interrotto. E così è stato. Un contestatore ha gridato che l’amministrazione Trump sta uccidendo bambini a Gaza. Vance ha risposto citando i corridoi umanitari. Un altro ha invocato Gesù Cristo contro il genocidio. Vance ha concordato: “Certamente Gesù non lo approva”, e poi ha rivendicato il cessate il fuoco come conquista di Trump. Papa Leone XIV critica la guerra? Vance ha risposto anche a lui, indirettamente. C’è una geometria precisa in questo schema: ogni attacco viene assorbito, reindirizzato, trasformato in prova della propria moderazione.
VP Vance getting heckled at TPUSA event
“You’re killing children!” pic.twitter.com/1rPZzghChb
— Acyn (@Acyn) April 14, 2026
Sul Medio Oriente Vance ha ammesso l’impopolarità della linea americana tra i giovani. “Lo capisco”, ha detto. Il New York Times scrive che in privato si sarebbe opposto alla guerra con l’Iran. In pubblico difende Trump. Sull’Iran usa toni da negoziatore. Trattative in corso, nessuna arma nucleare, un “grande accordo” possibile se Teheran si comporterà “da paese normale”. Massimalista nei fini, transazionale nei mezzi, la cadenza di chi vuole sembrare ragionevole.
Ai giovani delusi ha detto di non disimpegnarsi. “Fate sentire ancora di più la vostra voce”.
Vance: I recognize that a lot of young voters don’t love the policy that we have on the Middle East… Don’t get disengage because you disagree with the admin on one topic. Get more involved. That’s how we take the country back. pic.twitter.com/e5xtRkqO2k
— Acyn (@Acyn) April 14, 2026
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