ROMA – Far crescere le città: le soluzioni dei sindaci Giacomo Possamai di Vicenza, Alberto Felice De Toni di Udine e Davide Galimberti di Varese. Un percorso che passa da un “riformismo comunitario” che unisce alloggi a buon mercato per attrarre lavoratori e asili nido gratuiti per sostenere l’occupazione femminile. Sono alcuni dei temi toccati dagli amministratori locali durante un panel specifico della prima giornata di lavori dell’assemblea nazionale di Ali a Bergamo.
IL LAVORO DI VICENZA SUGLI ASILI NIDO
“A Vicenza abbiamo fatto una scelta unendo il Pnrr e le misure del Comune sugli asili nido- spiega il sindaco Giacomo Possamai- il piano ci ha consentito di costruire nuove strutture e di aumentare i posti da 420 a 620. Negli asili nido, dunque, i posti sono cresciuti di circa il 50%. Al tempo stesso ogni anno l’amministrazione sta tagliando le rette del 20%, con l’obiettivo di arrivare entro il mandato al taglio del 100% in combinato disposto col bonus Inps esistente”. Perché l’amministrazione lo ha fatto? “Perché siamo convinti che questo sia legato al senso della crescita, di non lasciare nessuno indietro- rileva Possamai- andando a intervenire su quella fascia di famiglie che guadagna 1.700-1800 euro al mese ma che per l’Isee sono considerate al pari di milionari a Panama”. Il sindaco di Vicenza nel confronto coi suoi colleghi della Lega delle autonomie suggerisce un salto di qualità di questo strumento: “Proviamo a immaginare se questa misura non fosse solo comunale o regionale, come nel caso di Emilia-Romagna e Toscana, ma nazionale. A Vicenza nell’arco di due anni la domanda è esplosa, perché anche chi prima non pensava neppure di poter mandare i loro figli al nido si è fatto avanti. Questo significa che le madri o i padri possono tornare al lavoro molto più velocemente. È qualcosa che cambia le vite delle persone”.
UDINE GUARDA ALL’ARGENTINA
Sempre alla crescita declinata secondo principi di welfare, con un’ottica stavolta internazionale, è indirizzata la riflessione del sindaco di Udine, Alberto Felice De Toni, che guida a livello regionale l’unico comune capoluogo in mano al centrosinistra: “Di recente siamo stati in Argentina per visitare le città con noi gemellate- racconta- stiamo pensando di portare gli italo-argentini in Friuli perché da una parte c’è una domanda di rientro, dall’altra non troviamo sul territorio autisti e operai. Col consorzio stiamo lavorando non solo per favorire il rientro degli italo-argentini, ma stiamo immaginando con gli industriali di fare un’operazione per alloggi calmierati”. Nel cammino di crescita delle città, tuttavia, non si può prescindere da una riflessione puntuale sul Pnrr. Tema assai ricorrente nei panel e nelle analisi degli amministratori locali di centrosinistra.
IL SINDACO DI VARESE LODA LE ESPERIENZE POSITIVE E I FONDI NAZIONALI E DEL PNRR
In questi anni, dice in proposito il sindaco di Varese, Davide Galimberti, “ci sono state tante esperienze positive e virtuose che hanno messo pienamente a frutto le opportunità economiche dei fondi nazionali e del Pnrr. Queste risorse stanno contribuendo a cambiare i territori e le città, segno del fatto che i Comuni del nostro Paese si sono dimostrati assolutamente all’altezza della sfida. Non tutti credevano di poter mettere a terra una mole così importante di fondi, ma ce l’abbiamo fatta”. D’altro canto, l’obiettivo è che questo non resti un unicum: “L’ipotesi che dopo il Pnrr i Comuni cadano in una situazione di depressione è qualcosa che non vorremmo vedere- prosegue Galimberti- l’auspicio è che si faccia squadra e che si inverta questo orizzonte. Dobbiamo porre la questione degli investimenti nei prossimi passaggi tanto a livello nazionale che europeo”.
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