ROMA – Per lo Stretto di Hormuz l’Unione europea “farà la sua parte, ha dichiarato che farà la sua parte. Il problema è avere una tregua consolidata e avere la possibilità che le navi vadano lì senza un teatro di guerra, è quello il primo passo”. Lo ha detto il ministro della Difesa, Guido Crosetto a margine della presentazione del libro di Carlo Calenda all’Acquario Romano.
Per Crosetto “una volta che ci sarà quello, si inizierà a discutere”. E in merito alle operazioni in corso, “sia Aspides che Atalanta, se l’Europa decide di dargli una configurazione che allarghi, alla presenza ad esempio di cacciamine, anche allo Stretto di Hormuz, il giorno che lo decidesse l’Ue e che lo votassero i parlamenti” si potrebbe procedere, ma “non può essere fatto senza un voto e senza una decisione. Il tema che ci stiamo ponendo- ha sottolineato il ministro- è quello di non fare un’operazione come Europa. Non è un’operazione europea, lo Stretto di Hormuz è un problema per tutto il mondo, soprattutto per l’Asia, perché la maggior parte di quella energia va in Asia, molto più di quella che viene in Europa”.
“Continuo a dire, e lo è anche per tutto il Governo italiano e penso per tutti i Governi europei, che la soluzione migliore è che l’Onu finalmente possa prendere una decisione e che non sia bloccata al Consiglio di sicurezza da nessuna delle nazioni. Però, come sapete tutti, al Consiglio di Sicurezza ci sono la Cina e la Russia”.
“Se l’Onu per caso fosse bloccata” da uno dei Paesi membri “e io porto 42, 32 o 48 Paesi a fare una missione internazionale, il diritto internazionale è ampiamente garantito e a quel punto sarebbe un problema dell’Onu, ma io mi auguro che non lo sia proprio per quello”.
“Il gas russo costa sui mercati come quello azero: Salvini lo sa, ma pensa che la quantità abbasserebbe il prezzo”.
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