domenica, 3 Maggio 26

Tajani: “Sanzioni a Israele? Non ci sono le condizioni”

PoliticaTajani: “Sanzioni a Israele? Non ci sono le condizioni”

MILANO – Sulle possibili sanzioni a Israele Antonio Tajani, ministro degli Esteri, raffredda il quadro: “Non verranno prese decisioni, non ci sono le condizioni e non credo verrà messo in votazione alcun provvedimento. Si discuterà del tema Medio Oriente”. Parole pronunciate a margine dell’inaugurazione a Rho della 64esima edizione del Salone del Mobile. Così il ministro mantiene un profilo di prudenza netta, che sposta il baricentro dal terreno delle misure immediate a quello del confronto diplomatico, mentre resta aperto anche il dossier della sicurezza regionale. Sulla missione Hormuz, Tajani indica infatti una cornice precisa: “Serve una missione internazionale, meglio se c’è l’egida dell’Onu o dell’Unione Europea. Deve però finire la fase di conflitto, sarà post conflitto, siamo pronti a fare la nostra parte come abbiamo sempre fatto, come facciamo in Libano”.

Quindi la definizione politica dell’Italia: “Portatori di pace l’obiettivo è sempre quello”. Nelle parole del vicepremier resta anche un altro messaggio, più largo, sul rapporto con Washington. A chi gli chiede se Donald Trump sia ancora un interlocutore valido, Tajani risponde senza ambiguità: “Trump è il presidente degli Stati Uniti, quando non condividiamo le cose che dice lo diciamo”. E ancora: “Rappresenta gli Stati Uniti perché è stato eletto dagli americani”, ma “fermo restando che noi crediamo nel rapporto transatlantico, per noi l’unità dell’Occidente è fondamentale e lavoriamo per quello”.
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