giovedì, 30 Aprile 26

Tg Politico Parlamentare, l’edizione di giovedì 23 aprile 2026

PoliticaTg Politico Parlamentare, l’edizione di giovedì 23 aprile 2026

IRAN. LA MARINA PRONTA A INVIARE QUATTRO NAVI A FINE GUERRA

Resta alta la tensione nello Stretto di Hormuz. L’Italia è pronta a inviare quattro navi della Marina militare per unirsi a una coalizione internazionale, ma “solo alla fine della guerra”. Mentre sul fronte diplomatico si cerca di trovare una soluzione alla tregua altalenante tra Stati Uniti e Iran, negli ultimi giorni gli incontri tecnici tra i Paesi cosiddetti ‘volenterosi’ sono diventati sempre più intensi e dettagliati. L’obiettivo è sminare le acque del Golfo e garantire la libertà di navigazione. Il piano prevede l’impiego di due cacciamine, un’unità di scorta e una logistica. Con il petrolio che vola oltre i cento dollari, la sicurezza delle rotte commerciali è diventata la priorità assoluta del governo.

DECRETO SICUREZZA: MARATONA ALLA CAMERA

Il decreto sicurezza si avvia al traguardo finale. Dopo il via libera alla fiducia incassato ieri dalla Camera, l’aula è impegnata in una discussione fiume che si protrarrà per tutta la notte e la mattinata di domani, giorno previsto per il voto definitivo. Il provvedimento introduce misure severe: dal Daspo urbano esteso ai quattordicenni allo ‘scudo’ per le forze dell’ordine, fino all’arresto in flagranza per chi aggredisce i docenti. Resta accesa la polemica sulle norme per i rimpatri, che il governo promette già di correggere con un decreto bis in programma domani.

MIGRANTI IN ALBANIA, MELONI ESULTA DOPO IL PARERE DELLA CORTE UE

Svolta sui centri migranti in Albania: l’avvocato generale della Corte di giustizia europea dà un primo via libera al modello messo a punto da Roma e Tirana. Secondo il parere depositato oggi, i centri di permanenza fuori dai confini dell’Unione sono conformi al diritto europeo, a patto però che siano garantite tutele legali e diritti fondamentali ai richiedenti asilo. Una notizia accolta con esultanza dal governo. “Abbiamo perso due anni a causa delle letture giudiziarie forzate”, dice Giorgia Meloni. Le conclusioni dell’avvocato generale non sono vincolanti per la Corte, che pronuncerà la propria sentenza in una data successiva.

IL QUIRINALE CELEBRA SETTANT’ANNI DELLA CORTE COSTITUZIONALE

Settant’anni a difesa dei diritti e delle istituzioni repubblicane. La Corte costituzionale celebra il suo settantesimo anniversario al Quirinale, alla presenza del capo dello Stato Sergio Mattarella. Era il 23 aprile del 1956 quando i giudici si riunirono per la prima volta. Da allora, oltre quattromila pronunce di illegittimità costituzionale. La Corte, ha detto il presidente Giovanni Amoroso, “è stata fedele alla sua missione di custode della Costituzione, con un ruolo progressivamente di maggiore impatto, rendendosi interprete di radicali cambiamenti nella società e nell’ordinamento giuridico”.
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