ROMA – Un sergente delle forze speciali statunitensi, coinvolto in un’operazione contro il presidente venezuelano Nicolás Maduro, è stato incriminato con l’accusa di aver usato informazioni classificate per scommettere sull’esito della missione. Secondo i procuratori federali e l’FBI, Gannon Ken Van Dyke, 38 anni, di stanza a Fort Bragg, avrebbe piazzato una serie di puntate sulla piattaforma Polymarket dopo essere venuto a conoscenza dei dettagli operativi. Il guadagno stimato supera i 400mila dollari.L’atto d’accusa, depositato a Manhattan, sostiene che il militare fosse direttamente coinvolto nella pianificazione e nell’esecuzione dell’operazione. Le scommesse sarebbero state effettuate fino al 2 gennaio, alla vigilia dell’arresto di Maduro e della moglie a Caracas. In totale, tredici operazioni legate ai tempi e all’esito dell’intervento. Secondo l’accusa, nelle ore precedenti l’operazione un utente aveva investito circa 32mila dollari su uno scenario favorevole all’arresto di Maduro, ottenendo un ritorno superiore ai 400mila. Gli investigatori ritengono che le operazioni siano riconducibili al militare.Secondo gli inquirenti, Van Dyke avrebbe tentato di nascondere i profitti trasferendoli tra diversi conti in criptovalute, inclusi wallet esteri, prima di spostarli su un conto di intermediazione. Dopo le prime segnalazioni di attività anomale, avrebbe anche provato a cancellare il proprio account sulla piattaforma. Le accuse comprendono uso improprio di informazioni classificate a fini personali, frode telematica, riciclaggio e appropriazione indebita di dati governativi. Le autorità hanno chiesto anche il sequestro dei profitti e il divieto di future attività finanziarie.Il caso si inserisce in un contesto di crescente attenzione verso i mercati di previsione, piattaforme che permettono di scommettere sull’esito di eventi politici o geopolitici. Negli Stati Uniti, Congresso e autorità di regolazione stanno valutando nuove norme per limitarne l’utilizzo da parte di funzionari pubblici.
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