ROMA – “Ancora una volta alcuni media hanno riportato notizie totalmente infondate riguardo a quanto accaduto nel corso della manifestazione del 25 aprile a Milano. La realtà dei fatti è stata invece tutt’altra cosa”. Lo afferma la segreteria metropolitana di Sinistra italiana a Milano.Poi: “Va detto che la Brigata Ebraica, nel corteo di ieri, non era sola, ma si è fatta capofila dei peggiori reazionari e guerrafondai portando con sé i vessilli di chi oggi è la causa delle tragedie in corso in Palestina, in Libano, in Siria, in Iran. Con bandiere dello stato di Israele che nulla c’entrano con la Liberazione, ma che oggi rappresentano l’oppressione e il genocidio del popolo palestinese e l’aggressione a metà del mondo arabo. Era pure presente una bandiera degli Stati Uniti, con annessa gigantografia di Trump: oggi simboli di guerra, aggressione e annullamento del diritto internazionale. Infine, sventolavano i vessilli della dittatura dello scia Reza Pahlavi, la cui polizia segreta, negli anni Settanta, ha massacrato migliaia di persone”.
Poi: “Di fronte a questa palese provocazione, considerato quanto sta avvenendo nel mondo, la contestazione è stata del tutto spontanea, promossa da centinaia di cittadini (non appartenenti ai centri sociali o ai cosiddetti ‘Propal’, i quali, questi ultimi, stavano in fondo al corteo), ma di cittadini democratici che non sopportano più la violenza, le bombe, le aggressioni nei confronti delle popolazioni inermi. Non vi è stato alcun contatto fisico, non un lancio di alcunché, ma solo l’esigenza di liberare il corteo da questa intollerabile presenza. Non sono state pronunciate frasi antisemite, di cui si parla oggi sui media: chi assume la frase di uno stupido per nascondere la verità dimostra disonestà intellettuale”.
Per Sinistra italiana “ciò che è accaduto il 25 aprile a Milano non è stato né un problema organizzativo, né una questione di gestione della piazza. È stata la presa di coscienza, come già dimostrato nell’autunno scorso in occasione Global Sumud Flottilla, di migliaia di persone”.Ancora: “L’uscita dal corteo chiesta da partecipanti alla manifestazione deve fare riflettere innanzitutto i responsabili di quell’associazione e gli sventolatori delle bandiere di Israele, invece di nascondersi dietro l’uso strumentale, ormai troppo evidente, dell’accusa di antisemitismo contro chiunque non tolleri più le brutalità dello Stato di Israele, dal genocidio a Gaza fino alla richiesta della pena di morte per i palestinesi. Israele non può più pretendere di godere insieme dell’oppressione di un popolo e allo stesso tempo dell’impunità garantita. Sempre più spesso in Europa e nel mondo si discute di sanzioni e ciò accade anche nel sentimento di tanti cittadini comuni, tutt’altro che antisemiti”.
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