giovedì, 30 Aprile 26

Tlc, Levi (Iliad): “Serve un tavolo sulle frequenze, urge un riequilibrio tra gli operatori”

PoliticaTlc, Levi (Iliad): “Serve un tavolo sulle frequenze, urge un riequilibrio tra gli operatori”

MILANO – Verso il 2029, quando scadrà il 73% delle frequenze attualmente assegnate, arriva da Iliad “una proposta per abilitare lo sviluppo digitale del paese” nell’ambito di un piano intitolato “Più veloci”, che mira a definire reti mobili a prova di futuro, davvero a servizio dello sviluppo digitale Italia prossimi anni. Così Benedetto Levi, amministratore delegato di Iliad Italia, oggi a un convegno a Milano. Considerando un errore l’assegnazione delle frequenze nel 2018, sui cui “è stata fatta una scelta poco lungimirante”, per Levi bisogna compiere “una scelta diversa, che vada a stimolare gli investimenti nelle infrastrutture” con “obblighi di investimenti, a fronte di un’allocazione non onerosa o poco onerosa”. Il tutto con l’obiettivo di assicurare “più investimenti e più qualità”.

OBIETTIVO NEL PIANO ILIAD DAL 2027

Parlando di impatto, in merito al piano delle frequenze, “sul 100% della vita di cittadini e imprese”, l’ad di Iliad Italia puntualizza che “oggi definiamo le regole del gioco e la qualità delle nostre reti fino al 2040-2050”. L’obiettivo nel piano Iliad dal 2027, da quando ci sarà certezza dello spettro allocato, è che “in due anni il 5G Stand alone sia attivato in tutti capoluoghi di regione, in tre anni e mezzo in tutti i capoluoghi di provincia e in sei anni registri il 99% della popolazione italiana coperto”. Quindi, suggerisce Levi, “il Governo dia un indirizzo. Ci sia un tavolo con operatori e autorità, per definire una priorità di investimento e dire che, a fronte dell’allocazione dello spettro non onerosa, gli operatori si devono impegnare a fare investimenti”, in modo misurabile e con eventuali sanzioni.

LEVI: “PIÙ FREQUENZE PER IL FUTURO”

La prospettiva, per Iliad, resta infatti quella di correggere “lo squilibrio che oggi c’è tra gli operatori: Il 2029 è un’occasione per garantire una concorrenza sana tra tutti gli operatori”. Levi immagina quindi “più frequenze per il futuro” avviando “una ricognizione di tutte le frequenze attualmente disponibili. Oltre a quelle che scadono nel 2029, ce ne sono altre. Occorre mettere a disposizione lo spettro che ne esce a tutto il settore”. Un esempio che fa l’ad di Iliad Italia è quello della “banda 2.3: il Mimit negli ultimi mesi ha verificato come fosse disponibile, ma non assegnata ad alcun operatore. Quindi l’ha messa sul mercato, l’aumento dello spettro è già in corso”. Levi invita inoltre a dare “più potenza al segnale della rete”, a 61 volt metro, la linea Ue, appunto “proseguendo nel percorso verso gli standard europei”.
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