Limite per particolato fine da 25 a 10 microgrammi/m3 entro 2030
Bruxelles, 26 ott. (askanews) – La Commissione europea ha proposto, oggi a Bruxelles, una serie di modifiche per rendere più rigorose le normative Ue sugli inquinanti dell’aria ambiente, delle acque superficiali e sotterranee e sul trattamento delle acque reflue urbane. La proposta di revisione delle direttive sulla qualità dell’aria ambiente ridurrà di oltre la metà il valore limite annuale dell’inquinante principale, il particolato fine (Pm 2,5), portandolo entro il 2030 dall’attuale soglia di 25 microgrammi per metro cubo a 10 microgrammi, che è comunque ancora il doppio di quanto prevedono i più rigorosi orientamenti dell’Oms (Organizzazione mondiale della Sanità), con solo 5 microgrammi per metro cubo. Questa misura è particolarmente importante per la Pianura Padana, che è l’area dell’Ue in cui più è alto l’inquinamento da particolato fine. La Commissione mira così ad avviare l’Ue su una traiettoria che le consenta di conseguire l’obiettivo di azzerare l’inquinamento atmosferico entro il 2050, in sinergia con gli sforzi dedicati alla “neutralità climatica”. A questo fine, la Commissione precisa in una nota che le norme sulla qualità dell’aria saranno periodicamente aggiornate, “per allinearle ai più recenti dati scientifici e agli sviluppi sociali e tecnologici”. La revisione delle normative consentirà inoltre alle persone la cui salute è stata danneggiata dall’inquinamento atmosferico di reclamare diritto di essere risarcite in caso di violazione delle norme dell’Ue sulla qualità dell’aria, e di essere rappresentate da organizzazioni non governative in azioni collettive per il risarcimento dei danni. La proposta, afferma la Commissione nella nota, “apporterà maggiore chiarezza sull’accesso alla giustizia, l’effettività delle sanzioni e una migliore informazione del pubblico sulla qualità dell’aria”. La nuova legislazione, inoltre, “sosterrà le autorità locali rafforzando le disposizioni sul monitoraggio e la modellizzazione della qualità dell’aria, e sul rafforzamento dei piani per migliorarla”. Le proposte lasciano alle autorità nazionali e locali il compito di determinare le misure specifiche che adotteranno per soddisfare le norme Ue. Secondo la Commissione, il miglioramento della qualità dell’aria in tutta Europa previsto entro il 2030 comporterà benefici lordi annuali stimati, con un aumento progressivo, da 42 miliardi fino a 121 miliardi di euro, mentre il costo delle misure sarà inferiore a 6 miliardi di euro all’anno. “L’inquinamento atmosferico – ricorda la nota dell’Esecutivo Ue – è la principale minaccia ambientale per la salute e una delle cause più frequenti di malattie croniche, tra cui ictus, cancro e diabete. È inevitabile per tutti gli europei e colpisce in modo sproporzionato i gruppi sociali sensibili e vulnerabili. L’aria inquinata danneggia anche l’ambiente causando acidificazione, eutrofizzazione e danni alle foreste, agli ecosistemi e alle colture”. continua a leggere sul sito di riferimento

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