Il presidente Bonanni: “Regione con 161 casi di mesotelioma nel 2021”
Milano, 22 ott. (askanews) – In Emilia Romagna e in particolare nelle province di Bologna e di Modena, sono 28 gli acquedotti con amianto che servono 134 comuni, e su 453 campioni analizzati 41 sono risultati positivi per la presenza della fibra killer. E’ quanto emerso nel corso del convegno “Amianto: dalla prevenzione primaria al risarcimento delle vittime”, organizzato dall’Osservatorio Nazionale Amianto a Villa Boschetti di San Cesario sul Panaro, nel Modenese. “C’è ancora molto da bonificare, prima di tutto nelle scuole, negli ospedali e nella rete idrica, ed è per questo motivo che è necessario attuare l’obbligo di protezione dei lavoratori, compresi quelli che lavorano nella ristrutturazione degli acquedotti”, ha sottolineato il presidente Ona, Ezio Bonanni. “Rispetto al passato abbiamo dati più solidi per quanto riguarda il ruolo dell’amianto nella genesi dei tumori delle vie biliari – ha spiegato Giovanni Brandi, Professore associato in Oncologia Medica all’Università di Bologna e responsabile del Programma ‘Tumori epato-biliari e pancreatici’ al Policlinico S. Orsola-Malpighi – negli ultimi tempi si è, infatti, riusciti a trovare grandi quantità di fibre di amianto nel fegato, sia dei pazienti con questo tumore, sia nelle persone sane che vivono in aree altamente esposte (come Casale Monferrato). Grazie ad ulteriori studi, tra i quali uno che pubblicheremo a breve, ci si convince sempre di più della non innocenza delle fibre di amianto ingerite con le acque”. “Dopo le scoperte degli ultimi anni – gli ha fatto eco Andrea Rossi, coordinatore Ona Carpi – che sia coinvolta l’acqua contaminata da fibre di amianto è una concreta possibilità visto che ancora molte condotte idriche sono in amianto”. “Nonostante gli studi del professor Brandi che ha dimostrato il nesso causale – ha denunciato Bonanni – c’è ancora chi nega questo pericolo e le tubature ora vecchie e deteriorate e quindi ancora più pericolose, restano dove sono, provocando l’esposizione degli ignari cittadini”. Nel corso del convegno, sono stati diffusi tutti i dati aggiornati relativi all’incidenza del mesotelioma nel Comune e nell’intera Regione: “A Modena nel 2021 ci sono stati 23 casi di mesotelioma mentre in Emilia Romagna lo stesso anno sono stati 161 (a Bologna 41) – ha spiegato Bonanni – Nella Regione le medie quinquennali sono in aumento: poco meno di 82 casi all’anno tra il 1997-2001; una media di 113 dal 2002 al 2006; quasi 131 tra il 2007 e il 2011; oltre 150 dal 2012 al 2016; poco più di 151 casi all’anno tra il 2017 e il 2021. Nel complesso, dal 1996 a oggi in Emilia-Romagna si contano 3.274 casi di mesotelioma da amianto”. continua a leggere sul sito di riferimento

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