Pechino cerca di diminuire la dipendenza dal dollaro

Roma, 20 nov. (askanews) – Le banche centrali di Cina e Arabia Saudita hanno firmato un accordo per lo scambio di valuta per promuovere il commercio bilaterale denominato in yuan e riyal. Lo hanno annunciato le due istituzioni centrali.

La Banca popolare cinese (PBoC) e la Banca centrale saudita (SAMA) hanno firmato un accordo di swap triennale per un valore massimo di 50 miliardi di yuan (6,3 miliardi di euro), ovvero 26 miliardi di riyal, secondo le dichiarazioni rilasciate lunedì dalle autorità monetarie dei due paesi.

Il patto, che può essere prorogato di comune accordo, riflette il rafforzamento della collaborazione tra le due banche centrali, ha affermato SAMA.

L’accordo con SAMA è il 30mo swap firmato dalla PBOC negli ultimi dieci anni, secondo quanto riferisce il South China Morning Post. La banca centrale cinese sta cercando di promuovere il più possibile l’utilizzo dello yuan a livello mondiale per diminuire il peso del dollaro come moneta di scambio e affrancarsi dalla dipendenza dal biglietto verde. La PBoC ha già accordi di swap con diversi paesi del mondo arabo: gli Emirati Arabi Uniti nel 2012, il Qatar nel 2014 e l’Egitto nel 2016.

Nell’ultimo anno, l’aumento dei tassi di interesse statunitensi ha aumentato il valore del dollaro, spingendo alcune economie emergenti a passare a transazioni denominate in yuan più economiche.

La seconda economia mondiale è anche il più grande importatore globale di petrolio greggio e prezza le transazioni dei derivati petroliferi nella propria valuta dal 2018. I contratti sono stati concepiti per aiutare la Cina ad acquisire potere di fissazione dei prezzi e a internazionalizzare lo yuan, ad un livello momento in cui le relazioni tra Pechino e Washington cominciavano a diventare tese.

Lo scorso anno la Cina ha importato greggio saudita per un valore di 65 miliardi di dollari, circa l’83% delle esportazioni totali del regno verso la Cina.

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