Sostegno a Ucraina e monito a Cina in discorso su stato dell’Unione

Roma, 8 feb. (askanews) – Davanti a un Congresso controllato solo a metà, il presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha inviato oggi un messaggio agli americani moderati, i più scettici sul suo operato, ed ha rivolto insieme un invito e una sfida ai repubblicani, che hanno la maggioranza in una delle Camere: “finiamo il lavoro insieme”, ha detto durante il suo discorso sullo Stato dell’Unione, prima di rivendicare i suoi successi, soprattutto in campo economico, di ribadire il sostegno incondizionato all’Ucraina e di mettere in guardia la Cina. Un discorso di 73 minuti, tenuto con grande vigore anche di fronte alle contestazioni di alcuni dei presenti, che lo hanno apostrofato come “bugiardo”, facendo spesso sfoggio di ottimismo, con uno sguardo rivolto oltre il 2024, anno delle nuove elezioni presidenziali. Brevi, e sul finire delle sue comunicazioni, i passaggi di politica estera. Gli Stati Uniti, ha spiegato Biden, resteranno al fianco dell’Ucraina “finché sarà necessario”. Quanto alla Cina, Washington agirà ogni volta che Pechino “minaccerà la sovranità americana”, “come dimostrato la settimana scorsa”, ha commentato, alludendo alla questione del pallone spia individuato e abbattuto.

Dopo un breve, scherzoso, saluto al nuovo speaker della Camera, Kevin McCarthy, – “non voglio rovinare la tua reputazione ma non vedo l’ora di lavorare con te” -, Biden si è subito concentrato sui temi economici. Gli Usa, ha precisato “sono nella posizione migliore al mondo per crescere”: “stiamo costruendo un’economia in cui nessuno viene lasciato indietro” e “il mio piano economico riguarda l’investimento in luoghi e persone che sono stati dimenticati”, ha avvertito, rivendicando poi la creazione di un numero record di nuovi posti di lavoro”: “12 milioni, in due anni più di quanti ne abbia mai creato un presidente in quattro”.

Ricordando quindi che il Covid-19 “non controlla più le nostre vite”, ha elencato i progetti che a suo dire dovrebbero essere approvati in maniera bipartisan: “non c’è alcuna ragione per cui non possiamo lavorare insieme in questo nuovo Congresso”, ha commentato, citando la riforma della polizia, il divieto delle armi d’assalto, il ripristino del diritto d’aborto. Ma anche la sfida climatica che rappresenta una “minaccia esistenziale” sebbene “avremo ancora bisogno di petrolio e gas per un po’”, la tutela dei minori, un fisco più equo, con l’introduzione di una tassa minima per i ricchi, che “non devono pagare mai meno di un insegnante o un vigile del fuoco”, e la quadruplicazione delle tasse sul riscatto delle grandi aziende, come quelle petrolifere che – ha sottolineato Biden – “fanno profitti scandalosi pagando zero tasse federali”.

Un passaggio del suo discorso, Biden lo ha quindi dedicato anche alla difesa del welfare, contro i tagli evocati dai repubblicani alla previdenza e al Medicare, l’assistenza sanitaria per gli ultra 65enni. Proprio su questo passaggio sono arrivate le contestazioni più dure da parte dei suoi oppositori. “Bugiardo”, hanno urlato alcuni parlamentari repubblicani, che hanno protestato anche quando il presidente ha accusato il partito di tenere l’economia in “ostaggio” del tetto al debito che si rifiuta di alzare.

Due, invece, i passaggi di politica estera, su Ucraina e Cina. Biden ha spiegato che l’America sarà al fianco dell’Ucraina “per tutto il tempo necessario”. La risposta all’invasione russa è stata “un test per l’America e per il mondo”, sulla capacità di lottare per la sovranità e per la democrazia, un test che per Biden è stato superato, mandando anche un messaggio ai “potenziali aggressori” che volessero “minacciare la nostra sicurezza e prosperità”, ha spiegato. Di fronte alla guerra di Putin, “l’America ha fatto quello che sa fare meglio, il leader. Abbiamo unito la Nato e costruito una coalizione globale, ha detto Biden”.

Quanto alla Cina, “come abbiamo chiarito, se minaccerà la nostra sovranità, agiremo per proteggere il nostro Paese. E lo abbiamo fatto”, ha precisato, riferendosi all’abbattimento del pallone spia di Pechino. Biden ha quindi ribadito che gli Usa “cercano la competizione, non il conflitto” con la Cina. Dunque, ha aggiunto, “non mi scuserò perchè stiamo investendo per rendere l’America più forte, nell’innovazione, nelle industrie che definiranno il futuro” contro il tentativo di “dominare” del governo cinese. “Oggi – ha rivendicato – siamo nella posizione più forte da decenni per competere con la Cina o con chiunque altro nel mondo. Sono impegnato a lavorare con la Cina per l’avanzamento degli interessi americani e per il beneficio del mondo, ma non commettete errori: se la Cina minaccia la nostra sovranità, noi agiremo per proteggere il nostro Paese. E lo abbiamo fatto. E vincere la competizione con la Cina dovrebbe unire tutti noi”.

Prima di concludere, Biden ha anche accennato a quanto accaduto il 6 gennaio 2021: l’assalt al Campidoglio a Washington. “Due anni fa, la nostra democrazia ha ricevuto la sua più grande minaccia dai tempi della guerra civile. Oggi, nonostante sia ferita, la nostra democrazia rimane indomita e intatta. La storia dell’America è una storia di progresso e resilienza… Siamo l’unico paese ad uscire più forte da ogni crisi”, ha commentato, tornando al suo iniziale ottimismo.

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