E sicurezza cittadini. Iniziativa governo apprezzabile ma non elimini elementi fondamentali

Roma, 3 feb. (askanews) – “Apprezzabile l’iniziativa intrapresa dal Governo per affrontare e risolvere i nodi presenti nel testo del vigente D.Lgs. 50/2016, in un’ottica di snellimento e semplificazione, condizione che non deve comportare l’eliminazione di fasi progettuali fondamentali, che potrebbero compromettere la sostenibilità delle opere”. Con queste parole il Presidente del Consiglio Nazionale dei Geologi Arcangelo Francesco Violo commenta i contenuti del nuovo Codice dei Contratti Pubblici, sottolineando come la progettazione di un’opera debba “ritornare ad avere la sua funzione originaria e cioè essere centrale tra l’idea e la sua realizzazione”.

L’indubbia necessità di semplificare le procedure e di contingentare i tempi per l’affidamento e l’esecuzione degli appalti non può prescindere da alcuni valori fondamentali, come la garanzia del risultato finale, la riduzione delle riserve (soprattutto, per eventuali sorprese geologiche) e la tempestività di consegna della stessa, con la conseguente attendibilità delle risorse previste nei quadri economici.

“Un’opera – prosegue Violo – è sostenibile dal punto di vista edilizio, ambientale ed economico, se a monte, o al più in fase di progettazione, vengono verificate le compatibilità geologiche, geomorfologiche ed idrogeologiche e si accertino inoltre le condizioni di rischio dell’ambito territoriale significativo, relative all’opera in progetto”. È fuori dubbio che per ogni intervento sul territorio l’analisi costi benefici risulta fondamentale, in quanto, in taluni casi, la realizzazione di alcuni interventi potrebbero essere condizionate da situazioni geologiche dei luoghi sfavorevoli. “Tale preoccupazione, afferma ancora Violo, è comune a tutti i professionisti dell’area tecnica e diventa ancor più palese in considerazione della prospettata liberalizzazione del subappalto”. In tale ottica, ormai da 30 anni, esiste una giurisprudenza consolidata in materia di appalti che prevede il divieto di subappalto dei servizi di geologia, in quanto il legislatore, con il “divieto di subappalto della Relazione geologica” ha espressamente inteso sostenere ed indirizzare la Pubblica Amministrazione nella gestione degli appalti pubblici per un corretto inserimento nel territorio delle opere previste nei piani programmatici.

“Infatti – aggiunge il Presidente Violo – avere un quadro esaustivo delle condizioni geologiche nel sito di realizzazione delle opere e nell’ambito territoriale significativo consente di prevenire eventuali impedimenti nell’esecuzione delle stesse e di evitare, nel contempo, i numerosi danni ambientali verificatisi in passato, senza considerare il fatto che la sicurezza del territorio risulta essere un obiettivo strategico per lo Stato.

Sulla questione interviene anche Carlo Doglioni, Presidente dell’Istituto Nazionale Geofisica Vulcanologia (INGV) evidenziando come “conoscere il contesto geologico di qualsiasi opera è un pre-requisito conclamato da tutte le esperienze vissute e dalle calamità che ogni giorno dobbiamo fronteggiare. La conoscenza del sottosuolo e del contesto territoriale deve essere perseguita fin dall’inizio di ogni progettazione, diversamente, mancherebbe una seria valorizzazione della componente geologica necessaria, sul territorio, per difenderci dai rischi naturali”.

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