Già leader in segmento B, punta al 30% vendite nel segmento C

Milano, 18 giu. (askanews) – Redditività e rendimenti elevati sono la chiave del successo di Dacia, brand del gruppo Renault. Per raccontarlo e farlo conoscere meglio ad analisti e investitori, il Ceo di Renault, Luca de Meo, ha organizzato un viaggio di due giorni in Romania, insieme al Ceo di Dacia Denis Le Vot.

Gli obiettivi sono ambizioni. Dacia prevede di raddoppiare il fatturato tra il 2022 e il 2030, per metà grazie ai volumi e per metà grazie al mix e ai prezzi, mentre i costi fissi sono attesi in leggero aumento. Dacia, che già oggi genera un margine operativo a due cifre, punta a raggiungere un margine operativo del 15% entro il 2030, con un Roce (Return On Capital Employed) migliore di quello del gruppo Renault. L’obiettivo della casa francese è di superare il 30% a partire dal 2025, mentre quello di Dacia dovrebbe raddoppiare tra il 2022 e il 2030.

Fra i punti di forza, il Design-to-cost che ha come obiettivo di ridurre i costi del 15% circa rispetto ai competitor, fonti di approvvigionamento e fornitori competitivi e un elevato tasso di utilizzo degli stabilimenti. E ancora un modello di distribuzione con costi inferiori del 50% rispetto alla media Ue, pochissimi sconti e il 30% delle vendite generate online.

Dacia è un brand di conquista per Renault, con il 76% dei clienti provenienti dalla concorrenza. Anche la fedeltà fa parte integrante del business model: il 68% dei proprietari Dacia opta ancora per un modello del brand quando devono cambiare auto e l’81% sceglie comunque un veicolo del gruppo. Altro punto di forza, è un mix di vendite per l’80-85% a privati che consente di ridurre al minimo gli sconti e mantenere valori residui elevati (+10 punti in media rispetto al mercato) a vantaggio anche dei concessionari che si confrontano con una gamma da vendere molto semplificata.

Il risultato è che a metà 2024, Dacia si appresta a confermare, per il quarto anno consecutivo, la sua posizione sul podio delle vendite a privati in Europa.

Una piattaforma standard e il riutilizzo della scocca sono il segreto dell’efficienza in termini di Capex e manodopera amplificata dall’aumento dei volumi che con la piattaforma standard Cmf-B (utilizzata per tutti i brand) raggiungeranno le 2 milioni di unità entro il 2030 con costi di gestione e di ricerca e sviluppo inferiori alla media del gruppo grazie a tassi di carry-over fra veicoli che vanno da un minimo del 40% all’80%. Gli stabilimenti di Dacia in Romania, Marocco e Turchia sono degli ecosistemi super competitivi capaci di produrre un nuovo veicolo ogni 30 secondi.

Dacia leader nel segmento B, sta entrando anche nel segmento C. Dopo Jogger arriverà Bigster nel 2025 e sarà seguita da altri due modelli con l’obiettivo di arrivare a 1 milione di veicoli nel 2030 di cui circa il 30% del segmento C. Fra le alimentazioni, Dacia adotterà progressivamente del termico ibrido, sviluppato da Horse, la joint venture con la cinese Geely all’elettrico per arrivare a ridurre del 50% la carbon footprint entro il 2035.

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