Intercambiabile con contanti, privacy equivalente a conti bancari

Roma, 7 feb. (askanews) – La Banca d’Inghilterra e il Tesoro britannico hanno avviato consultazioni sulla possibile creazione di una sterlina digitale, cioè una valuta digitale della Banca centrale del Regno. Lo annuncia la stessa Bank of England con un comunicato, puntualizzando questa sterlina digitale “sarebbe intercambiabile con il contante e i depositi bancari, andrebbe a complementare il contante” e, specialmente nella fase iniziale, avrebbe alcune limitazioni sull’ammontare che i singoli potrebbero detenere. Potrebbe essere utilizzata da famiglie e imprese per i pagamenti nei negozi e online di tutti i giorni.

Al momento non sono state prese decisioni vincolanti sul se procedere o meno su questa strada, ha precisato la Boe.

Una procedura per la possibile creazione di una valuta digitale della banca centrale è stata avviata anche sull’euro, la Bce dovrebbe decidere se procedere definitivamente o meno nei prossimi mesi, mentre sulla questione la Commissione europea sta elaborando un testo. Sempre su questa strada sembra essersi mossa, e forse in maniera più anticipata rispetto alle banche centrali occidentali, anche la Banca centrale cinese. Tuttavia non sono ben chiari gli sviluppi portati avanti da Pechino su questo versante.

Per quanto riguarda la più importante Banca centrale occidentale, cioè la Federal Reserve americana il quadro è più indefinito. L’istituzione ha mostrato generiche aperture alla valutazione di nuovi sistemi digitalizzati, anche su impulso dell’amministrazione Biden. Il mese scorso ha riferito di aver “discusso potenziali benefici e rischi” di un dollaro digitale, pubblicando un rapporto contestualmente al quale, il 20 gennaio, ha di fatto avviato una consultazione pubblica. Non si è però spinta ad avviare una procedura esplorativa esplicita come Bce e Boe, ora. Nei mesi scorsi erano emersi anche scetticismi da parte di alcuni componenti della Fed sull’ipotesi di dollaro digitale.

Intanto su questo argomento sono impegnate diverse istituzioni monetarie nazionali in vari paesi del mondo, anche con il supporto della Banca dei regolamenti internazionali di Basilea.

Tornando alla Banca d’Inghilterra, sull’ipotesi di una sterlina digitale ha ulteriormente precisato che “replicherebbe ruolo del contante in un mondo digitale: quindi privo di rischio, accessibile e con elevati livelli di fiducia. 10 sterline digitali sarebbero sempre equivalenti a 10 sterline in contanti. Sarebbe messo dalla Bank of England England – recita un comunicato – ampiamente disponibile e di utilizzo conveniente”.

“Sarebbe soggetto a rigorosi standard di privacy e di tutela dei dati: né il governo, né la Banca centrale avranno accesso ai dati personali dei detentori, che avrebbero – si legge – lo stesso livello di privacy che su un conto bancario”.

Quello della privacy è un aspetto molto rilevante delle valute digitali delle banche centrali, perché i progetti attualmente allo studio non sembrano voler replicare l’assoluto anonimato delle banconote.

Sempre la Boe puntualizza che l’accesso ai portafogli di sterline digitali verrebbe offerto tramite il settore privato utilizzando smartphone o carte. Infine, inizialmente vi saranno restrizioni su quanto i singoli individui e le imprese potranno detenere in sterline digitali.

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