Matteo Rinaldi: modello applicabile anche alle Pmi, fa risparmiare e garantisce la successione del patrimonio

Roma, 6 apr. (askanews) – “Gestire il patrimonio aziendale” ed “evitare il fallimento” con rispettivamente 14.500.000 e 4.500.000 risultati di ricerca su Google, sono fra le parole chiave più richieste dagli italiani. Senza dimenticare anche “quanto costa una donazione” con 4.450.000 ricerche e “trasmissione di patrimoni familiari” con 1.250.000. E’ quindi evidente che fra le maggiori preoccupazioni dei nostri connazionali e, soprattutto degli imprenditori, vi sia la tutela del patrimonio e la sua trasmissione ai figli.

“Lo strumento migliore per rispondere a questa crescente esigenza è la creazione di una ‘Holding Società Semplice’”, spiega Matteo Rinaldi, avvocato d’affari e consulente d’impresa. “Parliamo del modello vincente delle grandi multinazionali, applicabile anche alle Pmi. Riscoperta negli ultimi anni nell’ambito degli strumenti di pianificazione e tutela patrimoniale, soprattutto grazie alla snellezza della sua costituzione, la flessibilità e i vantaggi fiscali, sta ottenendo sempre più interesse. Non a caso la rendono un efficace strumento di gestione e di trasmissione di patrimoni familiari, composti da immobili, brevetti, marchi e partecipazioni sociali. Nel suo assetto giuridico è l’ente sociale più semplice dall’ordinamento italiano, però, la sua semplicità non deve sminuirne le grandi potenzialità, basti pensare alla ‘Dicembre Società Semplice’, la cassaforte di famiglia degli Agnelli, posta al vertice della catena di comando della famiglia che è ancora oggi il miglior strumento di gestione e trasmissione di patrimoni familiari”.

Non tutti però conoscono le potenzialità e vantaggi che può offrire una “Holding Società Semplice” creando, così, un gruppo societario gestito dalla famiglia dell’imprenditore. “La creazione di ‘Holding Società Semplice’ – prosegue Rinaldi – nel passaggio generazionale può rappresentare una soluzione strategica per mantenere il controllo aziendale all’interno della famiglia. Sempre più spesso il problema dell’avvicendamento successorio all’interno delle aziende di famiglia viene risolto mediante la creazione di holding. Si tratta infatti di una scelta strategica che consente il mantenimento del controllo societario accentrato, evitando la dispersione di quote e utili, superando, nel rispetto della legge, il problema della divisione tra i vari eredi dell’attività di famiglia. Ne trova beneficio soprattutto l’esigenza di contenimento della conflittualità familiare, situazione piuttosto frequente a fronte di cospicuo numero di eredi. Le peculiarità, caratteristiche e inclinazioni di ognuno dei familiari, infatti, trovano giusta collocazione all’interno della holding familiare che permette di affidare a ciascun membro della famiglia il controllo e/o partecipare a un singolo settore del business azionale”.

La creazione di una holding, oltretutto, nel passaggio generazionale può rappresentare anche una scelta strategica in termini di sgravi fiscali attraverso lo strumento della donazione con riserva di usufrutto delle partecipazioni detenute. Una holding, infatti, consente di gestire al meglio il passaggio agli eredi. In questo modo, ogni erede, avrà una quota della Società Semplice (evitando di dover suddividere tra gli eredi le quote di più società operative). Inoltre, al fine di agevolare il passaggio generazionale, solitamente si effettuano operazioni di donazione della nuda proprietà agli eredi. “In questo modo – chiarisce il consulente – l’imposta di donazione viene applicata solo sulla quota dell’usufrutto della partecipazione e non sull’intero valore della partecipazione come in caso di successione. Per questo motivo, pianificare in anticipo questo passaggio può portare a ottenere vantaggi fiscali in ottica successoria”.

Ma i vantaggi sono anche altri. Spesso una società possiede un interessante patrimonio immobiliare. Per evitare che un’eventuale “crisi” possa esporre l’azienda all’aggressione dei creditori sul patrimonio immobiliare è possibile procedere allo scorporo del ramo operativo in una Newco.

“In questo modo, si potrà blindare il patrimonio immobiliare nella holding, al riparo delle vicende legate all’operatività. Gli immobili vengono poi concessi in locazione, ove necessario, alla società operativa. Stesso dicasi se la società possiede dei beni di valore (marchi e brevetti). Anche in questo caso, si procede a blindare il ‘bene immateriale’ in una holding che controlla l’operativa; alla quale si concede l’uso del bene immateriale a fronte del pagamento di una Royalties. La holding funge da capogruppo ed è così collocata al vertice”.

Per tornare ai grandi interrogativi ricercati dai nostri imprenditori, c’era anche la tutela del patrimonio familiare. “L’imprenditore – secondo Rinaldi – dovrebbe separare le proprie attività produttive, dagli immobili. Separare partecipazioni, immobili e beni immateriali dalle attività produttive, comporta il rischio d’impresa e perdere tutto in caso di default dell’attività produttiva. Per questo si tende a incentivare la creazione di gruppi societari, con a capo una holding. Questo mette a riparo gli assets dalle vicende delle società operative. È preferibile che gli assets detenuti vengano messi a reddito in favore delle società operative, per ridurre l’impatto con i terzi”.

L’esperto sottolinea che la creazione di una “Società Semplice” con funzione di holding ha anche una serie di vantaggi di carattere organizzativo e civilistico come, ad esempio, la semplicità di costituzione e gestione – non avendo l’obbligo di tenere i libri e altre scritture contabili e il deposito del bilancio – l’ampia flessibilità statutaria, la gestione dell’ingresso degli eredi dei soci e la possibilità di limitare la responsabilità personale dei soci a coloro che operano in nome e per conto della società. Ma anche il mancato assoggettamento a fallimento, la possibilità di beneficiare delle detrazioni in materia di spese sostenute per il recupero edilizio e la riqualificazione energetica degli edifici e la non imponibilità delle plusvalenze, relative alla cessione di immobili abitativi o terreni agricoli, detenuti per più di cinque anni. Ma è fondamentale, conclude Rinaldi, “che queste strategie vengano fatte oggi. Devono essere realizzate quando una azienda è ancora in salute perché quando iniziano le difficoltà è già troppo tardi per intervenire”.

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