E per chi utilizza auto predisposte per il trasporto di disabili

Milano, 26 gen. (askanews) – Saranno 150, su un totale di 450, le nuove licenze taxi del Comune di Milano per le quali sono previste riduzioni del contributo oneroso da versare. Questo quanto approvato in Giunta per aggiornare le linee guida, in vista della prossima indizione del concorso straordinario (in base al DL 104 del 10 agosto 2023 convertito in legge 136/2023), anche in coerenza con quanto raccomandato da Art, Autorità di Regolazione dei Trasporti, che ha dato parere favorevole alla metodologia individuata dal Comune per la determinazione del contributo delle nuove licenze.

Le licenze riservate a veicoli appositamente allestiti per il trasporto di persone con disabilità saranno 50, altre 50 saranno vincolate all’impegno a svolgere, per 5 anni dalla data di assegnazione della licenza, il servizio negli orari individuati dall’Amministrazione come quelli nei quali si registra il maggiore livello di domanda di servizio inevasa, ovvero notturni e weekend, e 50 saranno destinate e coloro che rispettino entrambi i criteri sopraindicati. Per le prime lo sconto sul contributo totale di 96.500 euro sarà del 20%, per le seconde del 30% e per le terze del 40%. Le altre 300 licenze sono invece di tipo ordinario.

Per garantire la più ampia copertura dell’offerta proposta, a chi parteciperà al concorso sarà data facoltà di esprimere una o più preferenze rispetto alle distinte tipologie di contingenti individuati. In caso di mancata ottemperanza agli impegni assunti con la domanda di partecipazione, il Comune procederà alla revoca della licenza.

“A Milano è necessario migliorare il servizio taxi – ha commentato Arianna Censi, assessora alla Mobilità – in determinate fasce orarie, ma ritengo che sia soprattutto essenziale che la nostra città possa avere a disposizione più auto adibite al trasporto delle persone diversamente abili. Garantire la mobilità a chi ne ha più bisogno è il segno di una città accogliente e inclusiva. La nuova legge ci offre l’opportunità di venire autonomamente incontro a queste esigenze, ma continuo a pensare che, se Regione Lombardia avesse risposto alle nostre richieste di emissione di nuove licenze, quanto meno il 20 per cento del contributo economico sarebbe andato al Comune per interventi a favore dei taxi, come nuove corsie riservate, sicurezza, parcheggi dedicati, invece di redistribuire tutta la cifra tra i tassisti”.

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