Commissario Reynders: Varsavia si adegui di conseguenza

Roma, 5 giu. (askanews) – La riforma della giustizia polacca, introdotta dal governo nazionalista nel 2019 e fortemente criticata da Bruxelles, viola il diritto comunitario, ha annunciato la Corte di giustizia dell’Unione europea.

“La riforma della giustizia polacca del dicembre 2019 viola il diritto dell’Unione europea”, in particolare nella sua parte relativa al sistema disciplinare dei giudici e alla loro indipendenza, ha indicato la Corte nella sentenza immediatamente accolta dalla Commissione europea.

“Questo è un giorno importante per il ripristino di una magistratura indipendente in Polonia”, ha commentato il commissario europeo alla Giustizia Didier Reynders, sottolineando che la legge polacca sta “minando l’indipendenza dei giudici”. “Dopo la decisione odierna, la legge dovrà essere adeguata di conseguenza” e la decisione della Corte “risolve definitivamente la questione” tra Varsavia e Bruxelles. Il commissario ha esortato, quindi, le autorità polacche “a conformarsi pienamente alla sentenza”.

Nel 2021 la Corte di giustizia dell’Ue aveva condannato la Polonia a multe di un milione di euro al giorno per interrompere le attività della camera disciplinare della Corte Suprema, istituzione chiave della controversa riforma del sistema giudiziario polacco. L’importo di tali sanzioni ha finora superato i 550 milioni di euro ma la Polonia si è sempre rifiutata di pagare per questo le autorità europee ne hanno prelevato una parte dai fondi destinati alla Polonia.

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