Protagonista un rampollo fiorentino che scopre di essere stato adottato

Roma, 20 nov. (askanews) – Un figlio adottivo, la meraviglia di conoscere, dopo anni, la verità, il dito puntato contro da un intero Paese, la vendetta. Questi sono gli ingredienti di Scandalo in Val Gardena, il nuovo romanzo di Clambagio, lo scrittore bolzanino con alle spalle diverse pubblicazioni di successo. “Siamo negli anni Ottanta -spiega Clambagio. Leonardo, rampollo trentenne fiorentino, è figlio unico di una delle famiglie più ricche d’Italia. Suo padre, sul letto di morte, gli rivela che è un figlio adottivo e che proviene da un piccolo paese delle Dolomiti, Santa Cristina in Val Gardena. Leonardo è comprensibilmente sconvolto da questa notizia, ancor più quando scopre che sua madre, Katharina, una giovane gardenese, avendolo messo al mondo come figlio illegittimo, viene tradita, oltraggiata, ripudiata dalla famiglia e dalla comunità e infine muore in un incidente dai risvolti inquietanti e mai chiariti. Lui, piccolo orfano di pochi mesi, abbandonato da tutti a un crudele destino, solo grazie a una concatenazione di eventi fortuiti, viene adottato dalla famiglia Fiaccobaldi Vieri di Firenze, che lo salva da morte certa”.

Sullo sfondo della storia, interrogativi di vita. Cosa prevale nel carattere di una persona, l’influenza genetica o quella ambientale ed educativa? E ancora: esiste il libero arbitrio oppure è il destino a decidere per noi? “Le risposte -chiarisce Clambagio- non prevedono un unico protocollo ma variano da persona a persona. Quel gesto pietoso di salvare Leonardo ha innescato una serie di eventi sbalorditivi che, a distanza di anni e anni, portano quel bambino a diventare un uomo colto e ricco. Ma, una volta conosciuta la verità, è proprio quella trasformazione da bambino abbandonato a uomo potente a scatenare una vendetta implacabile. Leonardo, grazie al suo potere economico e alle conoscenze in alto loco, vendica la memoria di sua madre e la crudeltà e l’indifferenza criminale degli abitanti di Santa Cristina in Val Gardena, imbastendo con maestria una feroce trama di atti punitivi che, dopo tre decenni, si abbatte sugli attori di allora: il sindaco, il prete, il presunto padre, i familiari e gli altri protagonisti coinvolti nella sua drammatica origine, gettandoli in disgrazia”.

Ne esce un romanzo d’azione che affronta in chiave psicologica i temi dell’adozione, del destino, della vendetta e, che in chiave sociologica, si occupa della condizione femminile negli anni Cinquanta- Temi che vengono osservati da più angolazioni dai vari protagonisti: “Ho voluto -conclude Clambagio- dare vita a un racconto che sapesse inquadrare aspetti di un’Italia ancora medievale e, nello stesso tempo, fosse in grado di scandagliare l’animo umano in profondità con un ritmo appassionato e intenso. Un intreccio di storie complesso come del resto complessa è la vita, mantenendo però quella lucidità che caratterizza il suo protagonista, il cui profondo senso di giustizia personale lo porta agli estremi”.

Un libro, quello di Clambagio, che suscita una crescente onda emotiva segnata da tre aggettivi: indignazione, commozione, rivalsa.

continua a leggere sul sito di riferimento