“Servono politiche sociali. Oggi in Italia vince l’indifferenza”

Milano, 30 set. (askanews) – “L’ultima mafia è sempre la penultima perché nel codice genetico dei mafiosi c’è un imperativo: il rigenerarsi. E’ la storia che ci ha consegnato questo e noi non possiamo continuare a tagliare la mala erba solo in superficie. Sono 150 anni che si taglia la mala erba solo in superficie e invece dobbiamo estirpare il male alla radice”. Lo ha detto Don Luigi Ciotti intervistato da Diego Bianchi a “Propaganda Live” su La7.

“A fianco dell’importante lavoro portato avanti dai magistrati e dalle forze di polizia, ci deve essere una grande sfida culturale, educativa, sociale: lotta alla mafia vuol dire casa, lavoro, scuola, sanità che funziona, vuol dire le politiche sociali” ha proseguito Don Ciotti, sottolineando che “questo è uno dei grandi nodi e invece noi continuiamo a rincorrere i sintomi”.

“La risposta oggi deve essere collettiva, serve una rivolta delle coscienze” ha proseguito il sacerdote, concludendo che “il problema è che oggi in Italia a fare la differenza è l’indifferenza: nella percezione degli italiani il crimine organizzato mafioso è diventato una dei tanti”.

continua a leggere sul sito di riferimento