Via migliore per mettere nelle tasche dei lavoratori molto più reddito

Roma, 2 dic. (askanews) – “Serve un taglio del cuneo di almeno 4 punti perché abbia un effetto significativo: troppe volte nei decenni alle nostre spalle piccoli tagli di 1 o 2 punti non hanno avuto alcun effetto. Nel 2021, il cuneo in Italia è stato pari al 46,5% del costo del lavoro, uno dei più elevati tra i paesi avanzati (la media dell’Eurozona è al 42%)”. E’ l’appello al governo che arriva dal presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, nel corso della sua audizione, alla Camera, sulla legge di Bilancio.

E oggi, secondo Bonomi, “che l’inflazione è a doppia cifra e la bolletta energetica è altissima, sarebbe la via migliore per mettere subito nelle tasche dei lavoratori molto più reddito disponibile di quanto non avvenga con la logica dei micro-tagli e dei micro-sussidi su bollette, carburante e affitti”. Le risorse per “un taglio deciso al cuneo contributivo e per una seria riforma dell’occupabilità ci sono”, ha aggiunto il leader degli industriali.

Per trovarle “siamo convinti che basterebbe rimodulare qualche punto percentuale di allocazione degli oltre mille miliardi di spesa pubblica superati in questo 2022, senza creare deficit aggiuntivo”, ha aggiunto. La proposta di Confindustria è nota: “un taglio dei contributi di 16 miliardi sui lavoratori dipendenti con redditi fino a 35 mila euro, due terzi a beneficio dei lavoratori e un terzo dei datori di lavoro. In questo modo, il lavoratore che guadagna 35 mila euro avrebbe un beneficio di 1.223 euro e il cuneo scenderebbe al 42,5%, avvicinandosi a quello medio dell’eurozona (42%)”, ha concluso.

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