In corso globalizzazione selettiva. Serve equilibrio con comunità locali

Milano, 30 nov. (askanews) – “Stiamo vivendo un nuovo ordine globale. Un ordine che molti descrivono come una nuova ‘globalizzazione selettiva’, articolata in grandi aree geografiche, tesa a rendere più efficienti gli scambi secondo le diverse caratteristiche locali. Questo richiede un nuovo equilibrio, con due motori principali: l’apertura al mondo e, allo stesso tempo, una vicinanza rafforzata con le comunità locali. Questi due elementi devono necessariamente essere mantenuti in equilibrio. E sarebbe un grave errore pensare che sia sufficiente il primo approccio, i mercati aperti, senza mantenere il legame con il nostro territorio, con le nostre radici”. Con queste parole si conclude la lectio magistralis che il vicedirettore generale della Fao, Maurizio Martina, ha tenuto questo pomeriggio ad Alba, presso la Fondazione Piera, Pietro e Giovanni Ferrero, in occasione dell’inaugurazione della nona edizione del master universitario di II livello in Innovazione nelle scienze e tecnologie alimentari dedicato a Michele Ferrero.

Nella lectio dal titolo “Food systems transformation: food security and nutrition goals”, poco prima Martina aveva ricordato come negli ultimi anni tutti abbiamo osservato la “facilità con cui gli attuali sistemi agroalimentari possono essere compromessi. La pandemia ha dimostrato a tutti che sul Pianeta le vite sono interconnesse e abbiamo bisogno di un approccio sistematico che colleghi la salute umana, animale, vegetale e ambientale. Ecco perché la Fao, insieme all’Oms e all’Oie, sta promuovendo l’approccio One health”.

“Questi problemi e come decidiamo di rispondere sono la vera sfida che affrontiamo tutti insieme – ha concluso – solo attraverso un cambio di paradigma con nuove soluzioni strutturali potremo raggiungere l’obiettivo della fame zero e garantire cibo sano, sicuro e sufficiente per tutte le persone ovunque si trovino”.

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