Nell’Unione spesi 128 mld di euro (0,9% del Pil). Prima l’Estonia (5%)

Milano, 2 feb. (askanews) – Nel 2021, le famiglie dell’Unione europea hanno speso 128 miliardi di euro (pari allo 0,9% del Pil dell’Ue) per le bevande alcoliche, l’1,8% della spesa totale per i consumi, la stessa percentuale del 2020. E’ quanto si evince da un report di Eurostat (“How much do households spend on food and alcohol?”), in cui si spiega che tra i membri dell’Unione, le quote più basse sono state registrate in Grecia e Italia (entrambe all’1,%), Paesi Bassi (1,3%) e Spagna (1,4%). Al contrario, le quote più alte della spesa totale per il consumo di bevande alcoliche nel 2021 sono state registrate in Lettonia (5,0%), Estonia (4,7%), Polonia (3,7%), Lituania e Repubblica Ceca (entrambe 3,6%).

Rispetto al 2020, la quota della spesa totale delle famiglie per l’alcol è rimasta invariata in dieci Paesi (Belgio, Danimarca, Germania, Grecia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Austria, Polonia, Romania e Slovacchia) ed è aumentata solo in Croazia (+0,6 pp). Tra i restanti Paesi dell’Unione, le diminuzioni maggiori sono state registrate in Irlanda (-0,5 punti percentuali), Lettonia e Lituania (entrambe -0,4), Spagna ed Estonia (entrambe -0,3).

Per quanto invece concerne alimenti e bevande analcoliche, nel 2021, le famiglie dell’Ue hanno speso oltre 1.035 miliardi di euro (7,1% del Pil totale Ue), il 14,3% della spesa totale delle famiglie. Rispetto al 2020 (14,8%), ciò rappresenta una diminuzione di 0,5 punti. Le quote più elevate di spesa nel 2021 sono state registrate in Romania (24,8%), Lituania (20,4%), Bulgaria (20,1%), Estonia (19,9%), Polonia e Slovacchia (entrambe 19,6%), mentre le più basse in Irlanda (8,3%), Lussemburgo (9,0%), Austria (10,9%), Danimarca e Germania (entrambe 11,8%).

Il report segnala infine che rispetto all’anno precedente, nel 2021 la quota della spesa totale delle famiglie per l’alimentazione è diminuita in tutti i Paesi UE, ad eccezione di Polonia e Slovacchia, dove è aumentata (entrambe +0,2%). Le diminuzioni maggiori si sono registrate in Grecia (-1,7 punti percentuali), Lituania (-1,4) e Croazia, Estonia e Slovenia (-1,3).

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