Primo firmatario: sconti fiscali e sul capital gain per chi investe

Milano, 26 gen. (askanews) – Dopo oltre 10 anni dalla prima legge sulle startup, ottobre 2012, parte in Parlamento l’iter per un aggiornamento della norma che ha dato il via libera all’ecosistema dell’innovazione in Italia. La proposta di legge è stata incardinata in Commissione finanze alla Camera dei deputati, primo firmatario Giulio Centemero, deputato della Lega: “La proposta di legge ricalca quella a cui abbiamo lavorato nella scorsa legislatura con colleghi di altri gruppi. Siamo riusciti a ottenere dei pareri da alcuni ministeri, in particolare dal Mef e dall’attuale Mimit, che ci hanno dato via libera su quattro punti ora contenuti in questo testo”.

Come sottolinea Centemero con Askanews, si tratta di “un punto di partenza: ci saranno audizioni, emendamenti e aspetteremo i pareri prima di votare”. L’auspicio, assicura, “è di lavorare anche in questa legislatura con spirito bipartisan: è un tema caro a tutti, inutile farne una bandiera”.

Nei quattro articoli della Pdl 107 le novità riguardano gli incentivi fiscali, con la possibilità di accedere al credito di imposta “qualora la detrazione sia di ammontare superiore all’imposta lorda”, e ulteriori sconti per le persone fisiche, come l’esenzione per il capital gain per chi scommette, direttamente o attraverso fondi, su startup e pmi innovative. Infine, l’innalzamento del patrimonio netto delle società di investimento semplice (Sis) da 25 a 50 milioni di euro.

Per ora fuori dal perimetro la spinta per portare investitori istituzionali e fondi pensioni nell’agone del tech italiano. E’ una delle richieste dell’industria dell’innovazione: “Aspettiamo le audizioni – dice Centemero – E’ importante che gli investitori istituzionali investano sull’economia reale, ma c’è sempre stato un po’ di timore soprattutto dalle casse pensionistiche, per le quali il venture capital ha un rischio elevato. L’ideale – evidenzia – sarebbe introdurre degli incentivi di carattere fiscale, fare anche moral suasion con un’operazione culturale. Negli Usa i fondi pensione investono in questo settore, non vedo perché – chiosa Centemero – non si possa fare in Italia: bisogna stimolare le prime esperienze”.

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