Analizzati investimenti, nuove tendenze e crescita dei giovani

Roma, 1 dic. (askanews) – Presentata, in occasione della V edizione del Premio ANGI – Oscar dell’Innovazione, che si è tenuta presso all’auditorium dell’Ara Pacis in Roma, la seconda parte della ricerca realizzata dall’Osservatorio ANGI Ricerche in collaborazione con Lab21.01 inerente il rapporto complesso e articolato tra i giovani, l’innovazione, il mondo del lavoro e la politica.

“L’analisi continuativa dei dati circa il progresso economico e sociale dell’Italia ha portato ANGI in questi 5 anni ad analizzare, attraverso il suo Osservatorio OpenUp, lo sviluppo sugli investimenti, le nuove tendenze sui paradigmi tecnologici e la crescita dei giovani nell’ecosistema italiano ed europeo. Un percorso di grande successo che rinnoviamo ogni anno e che ci permette di cogliere l’andamento del nostro Paese fornendo, alle istituzioni e al mondo imprese, preziose indicazioni sulle politiche economiche legato al mondo dell’innovazione e del digitale”, ha sottolineato il Presidente dell’ANGI Gabriele Ferrieri.

L’indagine demoscopica è stata realizzata nel mese di novembre 2022 su un campione rappresentativo della popolazione italiana maggiorenne composta da 1.500 intervistati con un sovra campionamento di 500 casi sul target 18-24 anni di età, come anticipato dal Prof. Roberto Baldassari, Direttore Comitato scientifico ANGI e Direttore Generale LAB.21.01, ha sottolineato: “Tra gli elementi fondanti del rapporto tra open innovation e grandi aziende i giovani innovatori italiani mettono al primo posto “ricerca e sviluppo” con il 34% delle preferenze, seguito da “call for ideas” (25%), “Giovani talenti” (20%), “centri di ricerca e università” (16%), “formazione continua” (5%). Le principali difficoltà nel trovare il lavoro sono rintracciate e definite in maniera netta dai giovani innovatori italiani che vedono al primo posto la mancanza di esperienza e la scarsa propensione ad assumere da parte delle aziende (66%-54%); ancora appare evidente come nel 28% dei giovani intervistati la laurea spesso invece di essere un elemento distintivo e discriminante in maniera positiva può apparire un ostacolo per l’ingresso nel mondo del lavoro. Alla domanda diretta su come si potrebbe migliorare il contatto tra studenti e aziende il 42% degli intervistati tra i 18:24 anni di età risponde “facendo fare esperienza piuttosto che chiedendola”, seguito in seconda posizione dal merito (33%) e dalla formazione (26%). Per i giovani italiani un’impresa è negativa se “investe in tecnologia all’avanguardia” (37%), “ha un gruppo dirigenziale giovane” (25%) e “utilizza strumenti digitali” (14%). I mega trend dell’innovazione restano immutati rispetto allo scorso anno e vedono tra le preferenze dei giovani innovatori italiani al primo posto “intelligenza artificiale” (21%), “realtà aumentata” (16%) e “blockchain” (12%). Tra le competenze vincenti che devono avere i giovani italiani al primo posto troviamo con il 43% “conoscenza strumenti digitali” tallonata dall’ambizione voglia di crescere (40%) e dalla conoscenza dei social network e dalla lingua inglese. Per quanto riguarda la trasformazione tecnologica e digitale i giovani italiani ritengono che il primo elemento fondamentale sia l’arresto della fuga dei cervelli (32%) seguito dall’aumento di livello di competitività economica dell’Italia rispetto i paesi EU (26%) e dall’aumento degli investimenti pubblici e privati in alta formazione digitale (19%). La fuga di cervelli infatti è ritenuta un problema centrale del nostro paese per il (76,1%) dei giovani italiani intervistati”.

Il Professor Baldassari ha analizzato, poi, le intenzioni di voto dei giovani italiani: “Fratelli Di Italia guidato dal Presidente Meloni si conferma, in questo momento primo partito toccando quota 26,7%, seguito dal Partito Democratico (19,1%) e dal Movimento 5 Stelle (17,6%). Rispetto alla media nazionale degli aventi diritto al voto pagano dazio ai giovani la Lega e Forza Italia che registrano un lieve calo posizionandosi rispettivamente a quota 7,1% e 7%; bene Renew Europe (8,3%), alleanza verdi sinistra (5,8%), +Europa (3,8%) e Articolo 1 (1,9%)”.

In conclusione, i giovani innovatori italiani si dimostrano ancora una volta pronti alle sfide lanciate da questo sistema mutevole, stimolante ma a tratti poco sicuro: l’allenamento alla crisi prima economica, poi pandemica e ora bellica mostra spesso uno scenario particolarmente complesso e articolato ai giovani italiani che di contro però scommettono ancora una volta su formazione tecnologia innovazione e voglia di emergere e affermarsi lavorativamente. L’invito quindi per le grandi medie e piccole aziende italiane, le istituzioni e le strutture formative è quello di concentrare le forze sui contenuti piuttosto che sui contenitori.

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