I consigli dell’industria in vista della Giornata mondiale

Milano, 3 feb. (askanews) – Prevenire è meglio che curare, recitava un vecchio claim pubblicitario. Oggi questo messaggio potrebbe tornare utile nella lotta allo spreco di cibo. Lo sa l’industria italiana dell’alimentare che ha fatto propria questa sfida per ragioni ambientali e anche economiche. Come ricorda Federalimentare, la federazione confindustriale che rappresenta il food&beverage italiano, la scelta di packaging più evoluti accanto ad azioni di sensibilizzazione verso gli attori della filiera sui temi della riduzione degli sprechi sono due strade che l’industria ha messo in campo per contenere il fenomeno. Gli esempi portati avanti in questi anni sono diversi, dal riporzionamento degli alimenti in linea con le nuove abitudini di consumo, a packaging più evoluti per preservarli più a lungo accanto a una comunicazione per la corretta preparazione e conservazione a livello domestico.

Ora, in occasione della giornata per la prevenzione degli sprechi alimentari, il 5 febbraio, Federalimentare suggerisce anche al consumatore delle scelte che possono contribuire a ridurre l’entità del problema a partire proprio dalla spesa, che va fatta con la lista in mano così da evitare di comprare alimenti inutili o doppioni. Addirittura meglio se si riuscisse ad avere idea di un menù giornaliero o settimanale, a beneficio anche del portafogli. Altro elemento cui prestare attenzione è l’etichetta imparando a distinguere tra “da consumare preferibilmente entro il…”, che è solo una indicazione di qualità del prodotto ma dopo si può ancora consumare, e “da consumare entro” che è invece un termine oltre il quale non va mangiato. Occorre poi non trascurare il frigorifero: se Marie Kondo ha rinunciato a tenere in ordine la propria casa con l’arrivo dei figli, noi non dovremmo farlo col frigo, mettendo gli alimenti con la data di scadenza più lontana in fondo e quelli con la scadenza più vicina più a portata di mano, oltre a rispettare la disposizione nei vari ripiani e mantenendo la temperatura a 4 gradi.

Un alleato nella lotta allo spreco è invece il congelatore dove potremmo conservare per esempio i cibi prossimi alla data di scadenza: agendo d’anticipo, potremmo poi utilizzare questi cibi cotti fino a tre mesi dopo la data di scadenza, avendo l’accortezza di farli scongelare in frigorifero per un’intera notte. In generale, è sempre importante riportare la data del congelamento di un prodotto e consumarlo poi entro le 24 ore dallo scongelamento. Anche la dispensa merita qualche attenzione cercando di conservare i prodotti alimentari in contenitori rigidi in vetro e tenendola pulita per evitare che si formino ad esempio “le farfalline della farina”.

Esistono poi i rimedi della nonna che dovremmo recuperare, imparando per esempio che la maggior parte degli scarti in cucina possono essere riutilizzati per altre ricette. Sempre le nonne ci ricordano quanto sia importante pianificare e cucinare in una sola volta tutto ciò di cui c’è bisogno nei giorni successivi o, quando si mangia fuori casa, portare a casa quello che avanza. Possiamo anche riferirci a questi metodi con due inglesismi: batch cooking e family bag, se solo servissero a rendere più “sexy” queste pratiche così antiche.

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