Camilli: “abbiamo tanti settori di assoluta eccellenza”

Roma, 3 feb. (askanews) – Sono cinque le priorità che gli industriali del Lazio consegnano a chi vincerà le prossime elezioni regionali: consepevolezza industriale, efficenza amministrativa, attrattitività del territorio, competitività delle imprese e qualità del lavoro, visione e ruolo della regione.

“Abbiamo incontrato i candidati alla Regione – ha detto il presidente di Unindustria, Angelo Camilli in una conferenza stampa – ai quali abbiamo consegnato la nostra posizione. La campagna elettorale è incentrata molto su alcune tematiche con Sanità e Rifiuti e occorre portare la discussione sul fatto che la nostra Regione ha anche una forte vocazione industriale. Bisogna aumentare la consapevolezza in chi amministra i nostri territori che la politica industriale è di assoluta importanza ed è imprenscindibile per la nostra Regione”.

“Abbiamo tanti settori industriali di assoluta eccellenza – ha aggiunto Camilli -, come quello farmaceutico, che rappresenta il 38% dell’export nazionale, il settore digitale’ che rappresenta il 50% dell’export italiano, il settore della Difesa e dell’aerospazio, energia, cinema e audiovisivi, così come l’automotive, senza dimenticare il turismo”.

Sulla prima priorità, gli infustriali del Lazio chiedono impegni per: strutturare interlocuzione e confronto sulla pianificazione delle risorse e sulle misure economiche; valutare puntualmente gli impatti diretti dei provvedimenti legislativi e dei procedimenti amministrativi su operatività e investimenti e favorire l’armonizzazione fra normativa nazionale ed europea ed interventi legislativi regionali e locali (ad esempio sulle comunicazioni elettroniche); aumentare il grado di conoscenza delle vocazioni territoriali e delle esigenze per settori e filiere e sostenere la crescita delle PMI, valorizzare e attrarre gli investimenti delle Grandi Imprese e delle Multinazionali.

Sul secondo punto, Unindustria chiedi alla politica impegni per la definizione di tempi, indicatori di performance e un sistema di monitoraggio per le misure dirette alle imprese; semplificare ed efficientare le procedure di graduatorie e pagamenti privilegiando la concentrazione delle risorse; accelerare la digitalizzazione nei rapporti con le imprese e privilegiare l’innovazione nel public procurement; migliorare le competenze e le capacità tecniche delle strutture, per migliorare qualità e rapidità dei procedimenti.

Sul terzo, rendere il Consorzio Industriale del Lazio un braccio operativo per lo sviluppo delle aree produttive con risorse e progetti; sostenere gli interventi infrastrutturali strategici (fisici e digitali) con chiarezza su tempi, fondi e responsabilità (dalla Roma-Latina alle trasversali, fino agli investimenti su Porti e Aeroporti, nodi intermodali e infrastrutture TLC); dimezzare i tempi degli iter autorizzativi per i nuovi investimenti, anche con soluzioni definitive per SIN e Aree di Crisi; rendere operative la DMO per la promozione turistica e l’Agenzia per l’attrazione degli investimenti (Invest in Lazio).

Sul quarto, intervenire sulla fiscalità, partendo dall’abrogazione della maggiorazione IRAP e semplificando le aliquote ordinarie; promuovere misure di lungo periodo sul credito, il potenziamento dei Confidi ed il ricorso a fonti alternative; semplificare e potenziare le misure delle politiche attive del lavoro per ricollocamento (progetto GOL) e il ricambio generazionale (Patto per il Lavoro) e indirizzare al meglio le risorse per la formazione tecnica superiore (ITS); sostenere il Rome Technopole come progetto strategico per laureati STEM, la ricerca e il trasferimento tecnologico.

Infine sul quinto punto gli impegni richiesti riguardano la maggiore presenza politica e qualità di interlocuzione nelle sedi decisionali nazionali e comunitarie (Conferenza Stato-Regioni, rapporti con i Ministeri e le Commissioni, nuova sede operativa a Bruxelles); aumentare le sinergie, partendo da quelle sulle filiere produttive, con le Regioni limitrofe con un ruolo di leadership per una grande Centro dello sviluppo fondamentale per il Mediterraneo, con EXPO 2030 come possibile grande driver: definire posizioni chiare sull’Autonomia Differenziata e sul tema di Roma Capitale orientate all’efficienza e alla crescita, preoccupandosi di risorse e capacità progettuali ed amministrative, più che di poteri legislativi.

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