“La via maestra” per salari dignitosi e il diritto alla salute pubblica

Roma, 6 ott. (askanews) – Domani la Cgil torna in piazza a Roma per sollecitare il Governo a cambiare rotta e chiedere misure concrete per il lavoro e contro la precarietà; l’aumento di salari e pensioni e il contrasto alla povertà; la sanità e la scuola pubblica; la tutela dell’ambiente; la difesa e l’attuazione della Costituzione e contro l’autonomia differenziata; la pace e contro tutte le guerre.

“La via maestra. Insieme per la Costituzione” è lo slogan dell’iniziativa lanciata da corso d’Italia con più di 100 associazioni e reti, che a loro volta raccolgono altre realtà della società civile. Sono previsti due cortei che partiranno alle 13.30 da piazza della Repubblica e da piazzale dei Partigiani per arrivare a San Giovanni, la piazza delle storiche manifestazioni sindacali, dove a partire dalle 15 sono in programma, dal palco, quindici interventi di rappresentanti di alcune delle associazioni. Alle 17 concluderà il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, che alle 13.15 sarà alla testa del corteo che partirà da piazzale dei Partigiani.

Quella di domani sarà un’ulteriore tappa della mobilitazione avviata già da molte settimane dalla Cgil con una campagna di sensibilizzazione nei territori e incontri nei luoghi di lavoro e che, in mancanza di risposte da parte dell’esecutivo nella legge di bilancio, potrebbe portare a novembre anche alla proclamazione dello sciopero generale. Il giudizio di Landini sulle politiche del Governo e, in particolare, sul confronto con il premier Giorgia Meloni è negativo. “Si tratta di un dialogo finto”, ha detto a più riprese il numero uno della Cgil, sottolineando che ad oggi non ci sono risposte alle richieste e alle rivendicazioni contenute nelle piattaforme presentate unitariamente con Cisl e Uil.

Il sindacato rivendica interventi per un lavoro stabile, libero e di qualità fulcro di un modello di sviluppo sostenibile fondato su nuove politiche industriali. Secondo la Cgil serve una svolta per contrastare la precarietà dilagante, il lavoro povero e sfruttato, e aumentare i salari sia rinnovando i contratti che introducendo una soglia minima oraria per legge. Tema, quest’ultimo, al centro di uno scontro con il Cnel, che, nel documento preparato su mandato di Palazzo Chigi, ha di fatto bocciato il salario minimo. E poi le pensioni: corso d’Italia e anche Cisl e Uil chiedono di superare la legge Fornero introducendo un’uscita flessibile dal lavoro a partire da 62 anni o con 41 anni di contributi versati.

Centrale nella piattaforma della manifestazione di domani è anche il diritto alla salute. Essenziale, per il sindacato, è assicurare un servizio sanitario nazionale e un sistema socio-sanitario pubblico, solidale e universale cui garantire le necessarie risorse economiche, umane e organizzative. Spazio poi al diritto a un ambiente sano e sicuro, in cui vengono tutelati acqua, suolo, biodiversità ed ecosistemi. Per la Cgil è grave aver tolto dal Pnrr le risorse sul dissesto idrogeologico, tanto più a fronte delle alluvioni che hanno colpito alcune regioni del Paese e di una crisi climatica che va affrontata con una transizione ecologica fondata sulla difesa e la valorizzazione del lavoro.

Inoltre il contrasto all’evasione fiscale, stop alle sanatorie e ai condoni, promozione di un fisco progressivo a sostegno dei redditi da lavoro e da pensione, no alla flat tax e alla riduzione di aliquote e scaglioni, tassazione di extraprofitti e grandi ricchezze. Domani in piazza ci saranno i principali esponenti della sinistra: dal segretario del Pd, Elly Schlein, a Nicola Fratoianni (Sinistra Italiana) e Angelo Bonelli (Verdi). Sarà presente anche una delegazione del Movimento Cinquestelle.

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