Cerimonia a Venezia al Teatro la Fenice
Roma, 24 ott. (askanews) – Sono “Contrappasso” di Andrea Delogu, “Una Trappola D’Aria” di Giuseppe Festa e “Le lacrime dei pesci non si vedono” di Massimiliano Scuriatti i tre finalisti del Premio letterario per romanzi “green” “Le Pagine della Terra”. Si riunirà Sabato 29 Ottobre a Venezia presso il Teatro La Fenice, la giuria de “Il Premio Le Pagine della Terra” fondato da Vera Slepoj e Claudio Cutuli, giuro alla sua seconda edizione che determinerà e selezionerà il vincitore del Romanzo Green 2022. la giuria del premio composto dal Presidente Enrico Vanzina e da Ermete Realacci vede la partecipazione attiva di: Rosalba Giugni, Laura Lega, Marco Cappelletto, Padre Enzo Fortunato, Gaetano Cappelli, Giovanni Grasso, Marco Frittella, il generale Antonio Pietro Marzo, Barbara Degani, Gennaro Sangiuliano, Vincenzo Pepe, Antonio Polito, Paolo Possamai. Questa la nota degli autori dei testi in finale: Delogu: “È una gioia vedere Contrappasso in finale a Le pagine della terra. Sono così contenta del fatto che si sia capito il messaggio, che fra quelle righe c’è una richiesta d’aiuto per il nostro pianeta. Incrocio le dita anche se è già una vittoria essere arrivata fin qui.” Scuriatti: “I luoghi ritratti nel mio romanzo fanno parte di me, nel bene e nel male. Per questa ragione sono felice che quanto abbia narrato, immaginando il poeta Epicarmo passeggiare per le strade di Megara Hyblaea, prima che venisse divorata dalle ciminiere, mi abbia infine condotto alla finale di un premio dedicato all’ambiente, alle nostre vite, alla sopravvivenza di tutti noi. Non potrei esserne più orgoglioso.” Festa: “Da naturalista ed educatore ambientale, non posso che essere entusiasta di vedere il mio libro in finale a un premio dedicato alla letteratura green. Fin da ragazzo, ciò che ha alimentato di più i miei sentimenti per la Terra, oltre al contatto profondo con la natura, sono stati proprio i libri. Ecco perché sono convinto che, oggi più che mai, ci sia bisogno di storie che sappiano risvegliare quella parte di noi che è ancora in empatia col mondo naturale”. continua a leggere sul sito di riferimento