Conclusi i lavori del Consiglio presidenza del Cgie

Roma, 29 set. (askanews) – “Il mondo è cambiato e occorre riconoscere ruolo e responsabilità degli italiani all’estero, che sono parte integrante di questo Paese: solo così si aiuta l’Italia a risolvere il problema dell’immigrazione”: lo ha ribadito il Segretario del Consiglio generale degli italiani all’Estero (Cgie), Michele Schiavone.

“Non è possibile che si parli di immigrazione quando il numero degli italiani che lasciano questo Paese è superiore a quello degli arrivi”, ha sottolineato Schiavone; di fatto, negli ultimi dodici anni il numero è passato dai 3,9 milioni a 6,5 milioni, un fenomeno che non si è fermato con il Covid.

Quello dei migranti è un fenomeno globale, su cui il Cgie deve sensibilizzare “dopo un periodo di oltre due secoli che ci ha visti spesso protagonisti in altri Paesi dove gli italiani sono diventati anche classe dirigente”.

Schiavone ha parlato in conferenza stampa alla Farnesina, al termine della riunione del consiglio di presidenza del Cgie, in cui sono stati ascoltati i pareri di tutte le otto commissioni interne per rimettere al centro dell’azione politica del Consiglio le questioni su cui lavorare.

In particolare, ci si concentrerà sullo snellimento e la facilitazione delle attività consolari (come il rilascio dei documenti di identità), la digitalizzazione, l’unificazione delle anagrafi dei cittadini italiani all’estero, gestite attualmente da diversi soggetti della Pubblica amministrazione.

Inoltre, un’altra delle priorità è la messa in sicurezza el voto per gli italiani all’estero, il rafforzamento della rete diplomatico consolare con nuove assunzioni, la fiscalità e la tassazione (specie in materia di Imu e Tari); i fondi alla stampa estera e l’organizzazione della V Conferenza Stato-regioni-Cgie entro la fine del 2024.

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