Bisogna aumentare gli stipendi dei docenti, i più bassi d’Europa

Roma, 26 gen. (askanews) – “Al governo Meloni evidentemente non basta la prospettiva di realizzare una possibile frammentazione della scuola italiana in 20 sistemi scolastici differenti, in base alla bozza sull’autonomia differenziata della Lega. Il ministro Valditara si è spinto ancora oltre, riesumando addirittura le gabbie salariali per gli insegnanti, con quelli del Nord che a suo dire dovrebbero guadagnare di più di quelli del Centro-Sud solo per il costo della vita più alto”. Lo ha scritto i leader del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte, in un post su Facebook.

Quella del ministro, a giudizio dell’ex premier, è “una visione che non ha niente a che fare né con il merito né con il riconoscimento dell’opera preziosissima che tanti insegnanti mettono in campo ogni giorno in contesti periferici e disagiati. Senza contare che il criterio regionale di valutazione del costo della vita è solo in apparenza equo: vivere a Milano non ha gli stessi costi che vivere in un piccolo paesino lombardo”.

“La sua retromarcia, l’ennesima del governo come praticamente su tutto ogni giorno, non basta – è l’accusa di Conte – a nascondere una concezione della scuola pubblica che mira a dividere piuttosto che a unire, a escludere piuttosto che a includere. Peccato che il ministro non trovi invece il tempo per discutere di investimenti, di lotta alla dispersione scolastica, di contrasto al precariato, di come rendere i nostri istituti più innovativi, sostenibili ed al passo con un mondo in continua trasformazione”.

“Una cosa è certa: il Movimento 5 stelle – ha affermato ancora Conte – sarà sempre al fianco dei docenti, degli studenti e dell’intera comunità scolastica per contrastare ogni misura che danneggi o metta a rischio la coesione e la dignità della scuola pubblica italiana, che è l’infrastruttura democratica più importante. La cosa più seria è lavorare, tutti insieme, per aumentare a tutti nostri insegnanti stipendi che, anche in questo campo, sono inaccettabilmente inferiori a quelli dei docenti del resto d’Europa”, ha concluso.

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