Abrogherà una legge coloniale, ma resterà divieto per nozze gay
Roma, 20 ott. (askanews) – Il governo di Singapore ha presentato oggi un disegno di legge che, una volta approvato, abrogherà il divieto di atti sessuali omosessuali, eredità dell’epoca coloniale britannica. Lo riferisce oggi il South China Morning Post. Il disegno di emendamento al Codice penale, in realtà, non soddisfa del tutto la comunità LGBTQ+ perché, pur revocando la desueta e antistorica norma che viene il sesso gay, continua a vietare il matrimonio omosessuale. Vista l’ampia maggioranza di cui gode il partito di governo, l’approvazione della riforma della Sezione 377 che vieta “gli intercorsi carnali contro natura”, una norma del 1871 e quindi di epoca coloniale, appare scontata. La norma era stata emendata nel 1938, quando si erano specificamente vietati i rapporti sessuali tra maschi in seguito alle frequenti notizie di relazioni omosessuali tra uomini europei e giovani asiatici che si prostituivano. Il primo ministro Lee Hsien Loong aveva annunciato ad agosto l’emendamento, per adeguare ai “costumi sociali attiuali” la legislazione. “La gran parte delle persone ormai accetta che l’orientamento e i comportamenti sessuali siano materia privata e che il sesso tra uomini non debba essere un reato”, si legge in un comunicato congiunto del Ministero degli Interni e del Ministero dello Sviluppo sociale e della Famiglia. Nello stesso tempo, però, i due ministeri hanno chiarito che il govertno intende proteggere la definizione di matrimonio come “unione tra un uomo e una donna” e, per questo motivo, ci sarà un emendamento costituzionale per sacralizzare questa definizione in modo che non possa essere messa in discussione in tribunali. continua a leggere sul sito di riferimento

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