Discorso a braccio del Pontefice

Città del Vaticano, 4 ott. (askanews) – Il chiacchiericcio e la maldicenza “sono il male della Chiesa” nonchè “l’anti-Spirito Santo”. Per questo nel Sinodo occorre dire le “cose in faccia”. A chiederlo ai 464 partecipanti al Sinodo dei vescovi aperto a Roma oggi, è stato Papa Francesco nel suo discorso, tutto a braccio, pronunciato in apertura dei lavori dell’assise nell’Aula Paolo VI in Vaticano.

Ribadendo che il senso dell’assise sinodale sarà quello di “fare spazio nel nostro cuore allo Spirito” e che non si tratta di “un parlamento, o di una riunione per la pastorale della Chiesa”, Francesco ha affermato che “questo è un Sinodo per caminare insieme. Nel programma abbiamo fatto molte cose, come la consultazione con il popolo di Dio, ma chi prende in mano tutto questo è lo Spirito Santo, e se lui non c’è non ci sarà – ha ripetuto – un buon risultato”.

“Non rattristiamo lo Spirito Santo”, ha poi detto il Papa che ha consegnato ai partecipanti al Sinodo alcuni testi di uno dei padri della Chiesa, come San Basilio. “E anche in questo Sinodo, – ha poi aggiunto – occorre discernere le tante voci che vengono dallo Spirito da quelle che non lo sono e che sono, invece, mondane”. “A mio avviso la malattia che è più brutta e che oggi si vede nella Chiesa e che va contro lo Spirito, è la mondanità spirituale”. “Uno spirito non santo ma di mondanità”, lo ha definito Francesco, verso il quale occorre avere molta attenzione. “State attenti a questo. Che non prendano il posto dello Spirito Santo cose mondane, anche buone, come il buon senso… questo certamente aiuta, ma lo Spirito Santo va oltre. Dobbiamo imparare a vivere nella nostra Chiesa lo Spirito Santo”, ha ripetuto.

“Poi voglio dire che in questo Sinodo, anche per fare posto allo Spirito Santo, c’è la priorità dell’ascolto. La vecchia tradizione ci parla della ‘tristezza dello Spirito Santo’. E’ una delle cose che più rattrista lo Spirito Santo sono le vuote parole, le parola mondane. E’ una certa abitudine umana: il chiacchiericcio”, ha aggiunto il Pontefice.

“Il chiacchiericcio è l’anti-Spirito Santo, va contro. E’ una malattia molto frequente fra noi e le vuote parole rattristano lo Spirito Santo”. Chiacchiere e maledicenza che rappresentano “la malattia più comune nella Chiesa. E se noi non lasciamo che Lui ci guarisca da questa malattia, difficilmente un cammino sinodale sarà buoono. Almeno qui dentro, – ha poi concluso rivolgendosi ai partecipanti all’assise – se tu non sei d’accordo con quel vescovo, con quello che dice quella suora o con quel laico là diglielo in faccia perchè questo è un Sinodo per dire la verità non per fare chiacchiericcio sotto un tavolo”.

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