Conclusa indagine su anomalia test motore Z40 di Vega-C

Roma, 2 ott. (askanews) – Il 6 ottobre Vega torna sulla rampa di lancio della Guyana francese con la missione VV23 che porterà in orbita in tutto 12 satelliti. Vega-C, la versione migliorata del piccolo lanciatore europeo, tornerà a volare invece nel quarto trimestre del 2024 dopo che saranno implementate le misure stabilite dalla commissione d’inchiesta indipendente sull’anomalia occorsa lo scorso giugno durante un test sul motore Zefiro40.

A seguito del fallimento del lancio di Vega-C (VV22) nel dicembre 2022, una commissione d’inchiesta indipendente (IEC) – ricorda l’Esa – ha tratto diverse conclusioni e formulato raccomandazioni per garantire un ritorno affidabile al volo e un solido sfruttamento del nuovo lanciatore. Una delle raccomandazioni era di implementare una qualifica dell’ugello con un nuovo materiale dell’inserto di gola in carbonio-carbonio diverso da quello precedentemente utilizzato sullo Zefiro40, il booster a propellente solido del secondo stadio Vega-C. Il 28 giugno 2023, durante un test del motore Zefiro40 modificato l’ugello del motore ha subito danni significativi. Su questa anomalia l’Esa ha istituito una commissione indipendente d’inchiesta che ha concluso i suoi lavori e ha comunicato oggi le sue conclusioni.

“La Commissione – informa Avio – ha concluso che nell’attuale progettazione dell’ugello, la combinazione della geometria dell’inserto di gola e delle diverse proprietà termomeccaniche del nuovo materiale Carbon-Carbon utilizzato per questo test ha causato un danneggiamento progressivo di altre parti adiacenti l’ugello e un progressivo degrado che ha portato all’anomalia dell’ugello. Questo fenomeno non è legato a quelli osservati sulla missione VV22 con il precedente materiale Carbon-Carbon”.

La commissione, informa Esa in una nota, ha formulato alcune raccomandazioni tra cui “la necessità di migliorare il design dell’ugello del motore Zefiro40, calibrare modelli numerici per prevederne il comportamento e condurre altri due test di accensione per verificare le prestazioni con l’obiettivo di garantire un ritorno affidabile al volo e un robusto sfruttamento commerciale di Vega-C”.

“È stata istituita una task force – prosegue Avio – guidata da Esa e Avio che inizierà immediatamente ad implementare le raccomandazioni proposte dalla IEC. L’Esa supporterà tale programma, attingendo dalle risorse già disponibili. Vega-C tornerà a volare nel quarto trimestre del 2024, mentre un altro volo Vega avrà luogo nel frattempo nel secondo trimestre del 2024”.

Il 6 ottobre, come annunciato da Arianespace, è in programma dalla base di lancio in Guyana francese il prossimo volo Vega VV23 che – informa Avio – collocherà in orbita eliosincrona due satelliti principali più dieci satelliti ausiliari. Il satellite principale THEOS-2 (Thailand Earth Observation System 2) per l’osservazione della Terra a supporto delle principali priorità di sviluppo del Regno di Thailandia, ha una risoluzione delle immagini al suolo di 0,5 metri. Il secondo satellite FORMOSAT-7R/TRITON, sviluppato dall’Agenzia Spaziale Taiwanese (“TASA”) è dotato di un sistema di riflettometria satellitare di navigazione globale per studiare i venti oceanici e fornire dati per prevedere l’intensità e la traiettoria dei tifoni. Analogamente al volo VV16 di Vega del settembre 2020, l’adattatore dei 10 satelliti ausiliari (ANSER LEADER, ANSER FOLLOWER 1, ANSWER FOLLOWER 2, ESTCube-2, N3SS, PRETTY, MACSAT, PVCC, CSC-1, CSC-2) di questa missione sarà l’innovativo Small Spacecraft Mission Service (SSMS).

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