Segretario generale stringe relazioni Asia, prossima tappa Giappone

Roma, 30 gen. (askanews) – Il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg ha sottolineato oggi a Seoul come l’ampliamento del ruolo di sicurezza statunitense per la Corea del Sud, secondo il principio di “deterrenza estesa”, è una “sfida della massima importanza” alla luce delle minacce nucleari della Corea del Nord.

Stoltenberg ha parlato durante un evento a Seoul organizzato dal Chey Institute for Advanced Studies, che oggi ha diffuso un sondaggio secondo il quale quasi otto sudcoreani su dieci sarebbero favorevoli alla possibilità che la Corea del Sud si doti a sua volta dell’arma nucleare.

Il capo della Nato, che si trova in Asia per rafforzare i legami con i paesi della regione in un viaggio considerato particolarmente rilevante, ha incontrato anche il presidente Yoon Suk-yeol, il quale ha promesso di contribuire nell’aiuto all’Ucraina rispetto all’invasione russa.

“Io penso che sia importante comprendere che quel che chiamiamo deterrenza estesa significa che gli alleati della Nato e alcuni partner della Nato, come la Corea del Sud, i quali non hanno proprie armi nucleari, sono coperte dalla deterrenza nucleare che gli Stati uniti forniscono. Questo è un modo per prevenire la proliferaizone nucleare”, ha spiegato Stoltenberg.

Il segretario ha anche ribadito come la Nato “rimarrà un’alleanza nucleare” finché esisteranno le armi nucleari, perché sarebbe pericoloso se gli alleati Nato dotati dell’atomica – a partire dagli Usa e dalla Francia – se ne privassero mentre altri concorrenti internazionali come Russia, Cina e Corea del Nord ne sono dotati.

“Noi pensiamo che finché le armi nucleari esisterannno, specialmente finché vedremo potenze autoritarie averle in Russia, anche investendo pesantemente e mobilitandole, e finché vedremo che la Cina sta aumentando il numero delle armi e che anche la Corea del Nord lo sta facendo. La deterrenza ha ancora un ruolo estremamente importante da svolgere”, ha affermato Stoltenberg.

Stoltenberg è arrivato ieri a Seoul. Dopo una due giorni sudcoreana, la sua prossima tappa è il Giappone, dove incontrerà il primo ministro Fumio Kishida.

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