Riciclare, decarbonizzare, certificare, finanziare

Roma, 6 feb. (askanews) – Riciclare, decarbonizzare, garantire la filiera produttiva e la qualità dei prodotti, finanziare e progettare la società del futuro. Per i nostri figli e nipoti. Tutto questo con una visione d’insieme, una programmazione di medio-lungo termine, con decisioni e implementazioni rapide e una strategia di politica internazionale europea e nazionale chiara e condivisa. Questa è la ricetta della “Just Transition”, una transizione giusta e ordinata verso un’economia più sostenibile dal punto di vista sociale e ambientale, che è emersa in occasione della V edizione del Sustainability Forum Fortune Italia, che si è appena concluso a Venezia. Organizzato in collaborazione con VeniSIA, il forum ha riunito esperti, accademici e rappresentanti di istituzioni e aziende nazionali e internazionali in 12 tavoli di lavoro preliminari, 7 tavole rotonde, per un totale di 48 speaker, con 5 interviste esclusive, per confrontarsi su specifici aspetti dell’innovazione dell’uso dell’energia nei diversi contesti industriali-funzionali e su questioni trasversali ai diversi settori. Da qui sono emersi spunti, idee e proposte per una transizione verso una nuova economia, meno rapace, e meno centrata sui consumi e sulla finanza ma più sugli esseri umani. Proposte e idee che saranno raccolte in un documento speciale e presentate ai decisori politici. Sono inoltre state premiate cinque startup destinate a lasciare il segno in questo settore.

“Abbiamo coinvolto qui a Ca’ Foscari 124 tra aziende e accademici ai nostri tavoli di lavoro in due giorni pieni di contenuti – Leonardo Donato, CEO di Fortune Italia -. Il nostro obiettivo è ora quello di riportare i risultati di questo Forum ai decisori politici in modo che comprendano che sostenibilità deve essere al centro del futuro della nostra società. Il 2030 sarà l’anno chiave. I progetti analizzati e gli spunti per il futuro richiamano tutti a un maggior impegno, al rispetto ai programmi nazionali, europei e internazionali per la neutralità climatica e, ancor di più, che transizione energetica e sicurezza economica siano concetti inscindibili in termini di politica estera e industriale”. “Questo Forum ha scelto la città giusta – ha aggiunto il responsabile scientifico Carlo Bagnoli, Professore di Strategy Innovation a Ca Foscari -. La nostra Università ha infatti da tempo lanciato un acceleratore di sostenibilità, Venisia (Venice Sustainability Innovation Accelerator). La nostra missione è quella di fare di Venezia un esempio di come in una situazione difficile si possono trovare risorse, non solo per riprendersi, ma per diventare la capitale mondiale della sostenibilità”. Molti i progetti e le esperienze che coniugano l’innovazione al bisogno di sostenibilità portati al Forum. “Il nostro lavoro è quello di rendere l’Italia un’eccellenza dell’economia circolare in Europa e nel mondo – racconta Riccardo Piunti, presidente di Conou, il Consorzio nazionale degli oli usati -. Noi raccogliamo tutto l’olio minerale usato in Italia, nelle fabbriche e per i motori, e lo rigeneriamo per il 98 per cento: è un valore straordinario se consideriamo che, senza l’Italia, la media europea è inferiore al 66 per cento, mentre Francia e Germania sono al 60-65 per cento. Nel resto d’Europa l’olio minerale usato viene bruciato, danneggiando spesso l’ambiente. Noi invece diamo nuova vita all’olio minerale rigenerandolo più volte senza limiti e garantendo al massimo la qualità”. “Per noi, invece, che siamo un’azienda alimentare, la sostenibilità della filiera agricola è fondamentale – afferma Lara Tondi, amministratore delegato di Ponti SpA -. Ad esempio, stiamo lavorando con i nostri fornitori per un progetto di tracciabilità completa dei prodotti, dal campo alla consegna. Oggi questo progetto è già operativo sull’aceto di mele: attraverso il QRCode sull’etichetta il consumatore può risalire immediatamente e con estrema precisione a tutto il percorso che porta le mele a diventare aceto di mele. In questo modo uniamo innovazione e sostenibilità”.

Ma le idee non bastano senza progetti strutturari e adeguati finanziamenti. Ecco dunque l’importanza di Fondazioni e fondi di investimento, fondamentali per finanziare e promuovere le aziende del futuro. “La sostenibilità e il rispetto dei criteri ISG (Environmental, Social and Governance – ambiente, sociale e governance) sono fondamentali anche per una fondazione di origine bancaria come CRT – commenta il segretario generale Massimo Lapucci – che gestisce il proprio patrimonio investendo soprattutto in fondi e società. Vogliamo certamente generare ritorni dai nostri investimenti, con l’obiettivo però di investire poi in enti no profit e associazioni che guardano all’impatto sociale, all’ambiente, all’arte e alla cultura, al superamento delle disuguaglianze e delle disabilità, tutti elementi che fanno parte della nostra vita e della nostra società”. “Fondo Italiano d’investimento investe da sempre in PMI italiane ad alto potenziale di crescita, focalizzando la propria attività su imprese attive in settori d’eccellenza per il nostro Paese e attente alla sostenibilità, in tutti i suoi aspetti” dichiara Barbara Poggiali, presidente Fondo Italiano d’Investimento SGR – È con questa vocazione che, recentemente, per primi in Italia, abbiamo lanciato un fondo di fondi focalizzato sul mercato dell’impact investing e finalizzato allo sviluppo di questa strategia di investimento sostenibile, che permette di generare un impatto sociale e ambientale positivo, intenzionale e misurabile, congiuntamente a rendimenti finanziari per l’investitore”.

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