Per la prima volta nella storia il premio a realtà italiana

Roma, 2 feb. (askanews) – Sabato 28 gennaio la giuria dell’American Printing History Association (APHA), con sede a New York, ha assegnato a Tipoteca Italiana di Cornuda il premio istituzionale per il 2023, condiviso con l’International Printing Museum di Carson in California.

È la prima volta in assoluto che il premio viene conferito a un’istituzione italiana e, in trentotto anni di vita del premio, Tipoteca Italiana è la quinta realtà europea a riceverlo, dopo l’assegnazione in passato alla St. Bride di Londra (1989), al Gutenberg Museum di Mainz (2000), al Plantin-Moretus di Anversa (2002) e alla stamperia inglese The Whittington Press (2009).

Silvio, Mario e Carlo, uniti nel ricordo di Franco e fondatori di Grafiche Antiga, hanno fortemente creduto nella valenza di un progetto culturale come Tipoteca Italiana, fin dal 1995, anno di costituzione della Fondazione.

La notizia dell’assegnazione di questo premio internazionale è stata accolta con entusiasmo e legittimo orgoglio, perché è il riconoscimento a un’istituzione culturale che, se pur al margine di affollati centri urbani, ha attratto nei vent’anni di apertura del Museo a Cornuda più di 200 mila visitatori, tra studenti e appassionati di design, tipografia e stampa.

Le motivazioni del premio Il riconoscimento è legato all’impegno che Tipoteca mette nell’ambito della didattica, della formazione e divulgazione del patrimonio tipografico italiano raccolto a Cornuda e messo a disposizione di tutti. Solo qualche anno fa grazie alla collaborazione con Adobe (una software house statunitense nota soprattutto per i suoi prodotti di video e grafica digitale) è stato possibile “rimettere sul mercato” font digitali nuovi partendo da caratteri storici italiani.

L’American Printing History Association (APHA) è una prestigiosa associazione che nasce nel 1974 e oggi conta più di 500 soci iscritti tra privati e istituzioni.

Lo scopo dell’associazione è quello di incoraggiare lo studio della storia della stampa e delle arti e mestieri ad essa collegati, quali calligrafia, fusione di caratteri, tipografia, cartotecnica, legatoria, illustrazione e editoria. L’organizzazione svolge questo compito attraverso un vasto numero di iniziative e servizi.

Nel 1976 l’APHA ha istituito un premio annuale da assegnare “per un significativo contributo allo studio, alla catalogazione, alla conservazione o alla diffusione della storia della stampa, in qualsiasi area specifica o in termini generali”. All’inizio i premi erano assegnati esclusivamente a singoli (tipografi, studiosi, docenti), ma nel 1985 è stato istituito un secondo premio per gli organismi, quello vinto da Tipoteca quest’anno.

Il patrimonio della tipografia italiana raccolto alla Tipoteca di Cornuda Il premio per l’azienda “più che un traguardo, è lo stimolo per proseguire con più impegno e convinzione nel preservare il patrimonio della tipografia italiana raccolto in Tipoteca e soprattutto proseguire in tutte le iniziative e attività rivolte al pubblico, per diffondere la cultura legata alla tipografia.

Tipoteca Italiana nasce nel 1995 come fondazione privata, voluta da una famiglia di tipografi, i fratelli Antiga. Grazie a Tipoteca il comune di Cornuda è diventato una meta per migliaia di studenti e appassionati. Come detto sono infatti circa 200mila in vent’anni dall’apertura al pubblico del Museo i visitatori. Nei programmi di studio all’estero di gruppi internazionali capita spesso di leggere il nome di Cornuda vicino a quelli di Milano, Venezia, Firenze, Roma: il Grand Tour del design e della tipografia in Italia.

Quando nel 2002 apre il museo, i fondatori di Tipoteca avevano in mente una particolare tipologia di visitatore principalmente formato da tipografi e stampatori, che riconoscesse il valore storico della tipografia e della stampa nella diffusione e nello scambio culturale tra le persone, con un occhio di riguardo anche al mestiere, a chi aveva coltivato l’arte della composizione a mano con i caratteri e della stampa su un torchio.

Dopo dieci anni dall’apertura del museo parole come font e Times New Roman erano termini utilizzati da tutti ed erano la spia di come la tipografia fosse entrata nelle case e nel quotidiano di milioni di persone.

La presa di consapevolezza di questo cambiamento per Tipoteca è stata mostra dedicata alla scrittura dei Veneti antichi. In quell’occasione si capì che con l’arrivo dei computer i caratteri non erano più solamente materia dei tipografi, ma erano disponibili a tutti su qualsiasi tastiera e visibili sugli schermi.

Ecco allora che Tipoteca non parlava più esclusivamente a tipografi, fonditori, disegnatori di caratteri, bibliofili, ma doveva interagire con la neonata comunità di digitali. Gli strumenti nel museo rimasero quelli di sempre ma era un mondo fisicamente lontano dalla tipografia di oggi. Parlare di tipografia e metterla in pratica è diventato un esercizio quotidiano di equilibrismo tra analogico e virtuale, carta e schermo, inchiostro e pixel.

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