I sotterranei  gotici della Certosa e del Museo di San Martino, riaprono finalmente al pubblico,  ogni sabato e domenica alle ore 11,30. La notizia era stata anticipata dallo scrittore partenopeo Valerio Ceva Grimaldi nel suo libro “Napoli insolita e segreta”.

Da oltre settecento anni dominatore della collina del Vomero accanto al Castel Sant’Elmo, il complesso monumentale di San Martino è tutto ciò che rimane dello stile architettonico originario della certosa, interamente gotica, iniziata nel maggio 1325 per volere di Carlo D’Angiò (duca di Calabria, da non confondere con l’omonimo sovrano), figlio del re Roberto D’Angiò, poi rimaneggiata più volte. Oggi si presenta al pubblico con una veste del tutto nuova, il cui percorso museale, oltre ad una singolare raccolta di antiche iscrizioni, una cronaca sui fatti avvenuti in città attraverso i secoli, comprende circa 150 opere che abbracciano un arco cronologico tra Medioevo e Settecento. Tra le più rilevanti da ammirare si segnalano il sarcofago di Beatrice del Balzo, la splendida Madonna col Bambino di cultura raffaellesca e l’imponente San Francesco d’Assisi di Giuseppe Sanmartino. Non meno significativa è la raccolta epigrafica, un archivio di pietra che testimonia con le sue iscrizioni fatti di vita urbana quotidiana nel corso dei secoli.

PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA
ogni sabato e domenica alle ore 11.30 con (max 50 persone): accoglienza.sanmartino@beniculturali.it
In caso di maltempo le visite non potranno aver luogo.

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