Terza edizione di “Derthona Due.Zero” del Consorzio Colli Tortonesi

Milano, 31 gen. (askanews) – Domenica 12 e lunedì 13 marzo al Museo Orsi di Tortona (Alessandria) torna “Derthona Due.Zero”, la terza edizione dell’evento organizzato dal Consorzio Tutela Vini Colli Tortonesi per valorizzare e diffondere la conoscenza del vino bianco ottenuto dal vitigno Timorasso, simbolo del rinascimento di queste colline nella parte Sud-Est della provincia di Alessandria, crocevia di quattro regioni: Piemonte, Lombardia, Liguria ed Emilia-Romagna.

Per due giorni, al grande banco di assaggio sarà possibile degustare in anteprima i vini dell’annata 2021, ma allo stesso tempo anche bottiglie con più anni di invecchiamento che mostreranno lo straordinario potenziale evolutivo del Timorasso. Domenica 12 marzo sarà dedicata al pubblico degli appassionati che, dalle 10 alle 18, potranno dialogare con i produttori, mentre il giorno seguente, sempre negli stessi orari, sarà riservato agli operatori di settore e alle associazioni di sommellerie. Anche quest’anno entrambi i giorni saranno previste masterclass di approfondimento condotte da professionisti del settore. Per queste particolari degustazioni, che consentiranno di studiare le peculiarità del territorio e le diverse declinazioni del Timorasso.

“Territorio e longevità saranno i temi centrali di questa edizione, alla scoperta di un vino fortemente legato alla propria zona di produzione, che sempre di più sta raccogliendo l’interesse di appassionati ed esperti” ha dichiarato, il presidente del Consorzio, Gian Paolo Repetto, aggiungendo che “di questa continua crescita il merito va a tutti i produttori, che in questi anni hanno investito molto per far emergere i tratti distintivi di un vino che mostra personalità e carattere, soprattutto con il passare del tempo”. “Tanto abbiamo fatto ma tanto c’è ancora da fare perché siamo convinti che il Derthona possa affermarsi tra i grandi vini bianchi d’Italia” ha proseguito Repetto, ricordando che “nel 2009 la superficie vitata a Timorasso all’interno della Denominazione era di soli 25 ettari e oggi ha raggiunto quota 275”.

“Una progressione importante resa possibile anche e soprattutto dall’impegno e dalla tenacia di un gruppo di giovani vignaioli locali, a partire dai primi pionieri come Walter Massa, Andrea Mutti e Paolo Poggio, che a fine anni Ottanta riscoprono l’antica tradizione e intraprendono la strada del rilancio” sottolinea il Consorzio, che oggi è composto da 85 soci “uniti dal desiderio di valorizzare quello che ormai possiamo definire il più importante vitigno a bacca bianca del Piemonte relativamente a superficie dedicata e quantità prodotte”.

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