L’istituto marchigiano ieri in audizione alla Comagri alla Camera

Milano, 19 dic. (askanews) – Il 18 dicembre alla commissione Agricoltura della Camera si è tenuta un’audizione dedicata al dossier Montepulciano, in presenza dei rappresentanti di Abruzzo, Marche, Molise e Puglia. All’esame, la possibilità, data anche dalla bozza di Decreto etichettatura e dalle direttive comunitarie, di inserire in retroetichetta il nome del vitigno, osteggiata dall’Abruzzo ma reclamata dalle organizzazioni di produttori di altre regioni italiane.

Per il presidente dell’Istituto marchigiano di tutela vini (Imt), Michele Bernetti, intervenuto all’audit presieduto dal presidente Comagri, Mirco Carloni, “sarebbe scorretto se ogni territorio si riservasse un vitigno, impedendo agli altri produttori una comunicazione trasparente nei confronti dei consumatori”. “Lo è ancora di più per un vitigno come il Montepulciano, che in Italia conta 35mila ettari coltivati di cui 2.900 solo nelle Marche” ha proseguito Bernetti, sottolineando che “l’impasse su un decreto che riforma in maniera importante diversi aspetti del nostro settore è evidente: serve uno sforzo di responsabilità da parte di tutti gli attori in gioco per trovare una linea comune, in grado di sbloccare con urgenza la situazione”. “Per questo – ha concluso Bernetti – esprimiamo la nostra disponibilità ai colleghi abruzzesi ma anche a tutte le altre regioni interessate, per lavorare assieme verso un percorso comune”.

Per l’assessore all’Agricoltura della Regione Marche, Andrea Maria Antonini, intervenuto in videoconferenza “si paventa la possibilità che si possa sostituire Montepulciano con il sinonimo Cordisco, un’ipotesi che va contro il nostro interesse ma anche contro il principio di un decreto etichettatura fortemente orientato sulla trasparenza verso l’utente”. Secondo l’Istituto marchigiano di tutela vini, l’ipotesi abruzzese di inserire in etichetta il sinonimo Cordisco (anziché Montepulciano) risulta penalizzante per le Dop Rosso Piceno e Rosso Conero, quest’ultima costituita prima di quelle abruzzesi, che hanno contenuti obbligatori di uva Montepulciano in percentuali prossime al 100%”.

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