Sondaggio: nell’ultimo triennio male solo i vini da dessert: -25%

Milano, 20 nov. (askanews) – “Sui volumi di vendita per il Natale 2023 e, in generale, per la stagione invernale, gli operatori del settore sono estremamente ottimisti. Malgrado la difficile congiuntura economica del 2023, tra inflazione e caro-vita, la situazione resta comunque positiva: le enoteche si attendono un aumento del lavoro soprattutto per le feste”. Lo ha spiegato Andrea Terraneo, presidente di Vinarius, l’associazione delle enoteche italiane, che ha presentato i risultati di un sondaggio che ha visto coinvolti gli associati sulle previsioni di vendita per il periodo delle festività natalizie, storicamente il più rilevante dell’anno.

L’analisi dei dati emersi ha anche permesso di completare la fotografia del settore con la valutazione dei trend di consumo registrati nell’ultimo triennio. Dallo studio emerge che nell’ultimo triennio c’è stata una crescita dal 7 al 13% dei vini rossi, che restano i favoriti dal consumatore nel periodo natalizio. I più venduti, tra i rossi, sono Barolo, Amarone e Brunello ed alcuni rossi autoctoni da singole aree come il Lagrein, a testimonianza che la territorialità è un trend in forte crescita. Negli ultimi tre anni si registra una crescita attorno al 3,5%, anche per i vini bianchi fermi, spinti da Chardonnay, Lugana e Gewurztraminer. Male i vini da dessert, per i quali anche quest’anno non sembra ci saranno variazioni rispetto al trend del triennio che si è attestato su un calo del 20-25%. Moscato d’Asti Docg, Moscato in generale e vini passiti del Sud Italia restano tra i prodotti più richiesti. Al contrario, le “bollicine” risultano in crescita sia per quanto riguarda il Metodo Classico che lo Charmant. Il primo risulta essere lo spumante preferito dagli italiani per le feste natalizie, trascinato dallo Champagne (+15-20%), dal Franciacorta e dal Trento doc, di cui “le enoteche si confermano il canale di vendita preferenziale per questo tipo di prodotti dal posizionamento medio alto”.

Vinarius, fondata nel 1981, rappresenta oltre 120 associati in tutta Italia, il cui fatturato totale sfiora i 50 milioni di euro.

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