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Bruxelles, 2 feb. (askanews) – La guerra russa in Ucraina “è una lotta delle democrazie contro i regimi autoritari. Putin prova a negare l’esistenza dell’Ucraina, ma quello che rischia invece è il futuro della Russia”. Lo ha affermato la presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, nel suo discorso preliminare alla riunione congiunta, oggi a Kiev, del governo ucraino con una folta rappresentanza dell’Esecutivo comunitario (16 suoi membri sono presenti), e alla vigilia del vertice Ue-Ucraina di domani, a cui parteciperanno, oltre al presidente Volodomyr Zelensky, la stessa von der Leyen, il presidente del Consiglio europeo Charles Michel e l’Alto Rappresentante per la politica estera Ue, Josep Borrell.

“La nostra presenza a Kiev oggi – ha sottolineato von der Leyen – dà un segnale molto chiaro: l’intera Unione europea è con l’Ucraina, per tutto il tempo che ci vorrà, saremo al fianco dell’Ucraina così come ci battiamo per i diritti fondamentali e il rispetto del diritto internazionale”.

“L’anno scorso – ha ricordato- abbiamo fatto una promessa: un sostegno finanziario stabile e prevedibile. E abbiamo mantenuto questa promessa. Due settimane fa abbiamo erogato la prima tranche della nostra assistenza finanziaria di 18 miliardi di euro per il 2023. Complessivamente, il sostegno economico, umanitario e militare dell’Unione europea all’Ucraina ammonta ora, dall’inizio della guerra, a quasi 50 miliardi di euro”.

L’Ue sta anche contribuendo a garantire la sicurezza energetica del Paese. “Gli incessanti attacchi di Putin alle infrastrutture ucraine sono mirati: cerca di sottoporre il popolo ucraino a un inverno brutale, poco riscaldamento, elettricità e acqua. Ma stiamo lavorando insieme instancabilmente – ha assicurato von der Leyen – per ripristinare le infrastrutture energetiche vitali, iniziando dalle case degli ucraini. Da questa settimana, infatti, delle lampadine a Led sono a disposizione dei cittadini ucraini presso gli uffici postali. Sono i primi lotti dei 30 milioni di lampadine a Led che avevamo promesso. E sono lieta di annunciare che supereremo questo nostro obiettivo, perché ora siamo in grado di fornire 35 milioni di lampadine”.

Inoltre, ha aggiunto la presidente della Commissione, “stiamo consegnando attrezzature per mantenere in funzione la rete elettrica ucraina, nonostante gli attacchi. Quindi facciamo cose molto concrete: stiamo fornendo 2.400 generatori aggiuntivi, che vanno ad aggiungersi ai 3.000 già consegnati dall’inizio della guerra. E insieme agli Stati membri metteremo a disposizione oltre 150 milioni di euro per l’acquisto di attrezzature energetiche vitali per l’Ucraina”.

Infine, “invitiamo l’Ucraina a partecipare alla nostra piattaforma energetica per l’acquisto congiunto di gas. Il principio è noto: vogliamo sfruttare al meglio il nostro potere di mercato comune. Quindi – ha detto von der Leyen rivolta a Zelensky, al suo fianco – supereremo questo inverno, e molti altri a venire”.

Per il medio termine, “iniziamo a sviluppare le fonti energetiche rinnovabili. L’Ucraina, secondo quanto ha detto Zelensky, intende diventare un leader nella costruzione di energia verde. Questo è l’obiettivo giusto ed, è possibile raggiungerlo”, ha rilevato la presidente della Commissione.

“Le rinnovabili – ha osservato – non solo porteranno energia pulita; aumenteranno anche la sicurezza energetica dell’Ucraina. Perché sono fonti autoctone e perché un sistema energetico decentralizzato è più semplice e più sicuro. Quindi, ora stiamo lavorando per rendere disponibili finanziamenti significativi per i pannelli solari che verranno distribuiti in tutta l’Ucraina. Inviteremo gli Stati membri e i partner fidati ad aderire a questa iniziativa”.

“L’obiettivo è quello di alimentare con questi pannelli gli edifici pubblici, in modo da garantire forniture stabili agli ospedali, ai vigili del fuoco o alle scuole. E poi l’elemento finale per la sicurezza energetica: oggi – ha annunciato von der Leyen – firmiamo un protocollo d’intesa sui gas rinnovabili, come il biometano o l’idrogeno; sono tutti passi molto concreti – ha concluso – nella direzione della ricostruzione verde dell’Ucraina”.

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