ROMA – Sembrava trovato l’accordo bipartisan per concludere l’iter del provvedimento sul ‘consenso informato’ in Senato proprio oggi, martedì 25 novembre, Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. Invece viene tutto rinviato. Il perché lo spiega la presidente della commissione Giustizia del Senato, Giulia Bongiorno a margine dei lavori della commissione.”Personalmente, ma parlo a nome dell’intera commissione, si vuole andare avanti sul ddl- assicura- Per smentire chiunque voglia fare passare il messaggio che si vuole affossare il ddl, sappia che io presiedo la commissione e non affosserò. Il ddl è arrivato oggi in commissione, e ho chiesto se ci fosse unanimità nella rinuncia agli emendamenti, l’unanimità non c’è stata. La maggioranza ha chiesto che si possano fare delle correzioni alla luce di alcune audizioni. Ne farò un ciclo di mirate e brevi e poi si proseguirà. Non si può parlare di ritardi essendo arrivato in commissione oggi. Senza unanimità non si può chiudere in mezz’ora”. Il ddl sul Consenso informato era già stato approvato alla Camera all’unanimità lo scorso 19 novembre. Le opposizioni avevano richiesto che il provvedimento venisse approvato oggi, in via definitiva, senza emendamenti. La richiesta aveva trovato anche il consenso del presidente del senato, Ignazio La Russa.
Con l’inaspettato rinvio in Senato, scoppia dunque la polemica alla Camera, dove, in parallelo, si sta discutendo il Ddl sul Femmicidio: i deputati di opposizione si scagliano contro la ministra Roccella e contro la maggioranza.
PD: “DALLA MAGGIORANZA IN SENATO UN’EVIDENTE SFIDUCIA ALLA PREMIER MELONI”
Quanto sta accadendo al Senato da parte della maggioranza sul ddl in materia di violenza sessuale e di libera manifestazione del consenso “e’ una evidente sfiducia nei confronti della presidente del consiglio”. Lo dice la deputata Debora Serracchiani (Pd) in aula alla Camera dove è in discussione il ddl femminicidio alla presenza della ministra Eugenia Roccella.
BOSCHI (IV): “SUL CONSENSO VOLTAFACCIA DELLA MAGGIORANZA, AZZERATA LA FIDUCIA”
“Dopo aver votato all’unanimità la legge che mette al centro il consenso libero e attuale nei casi di violenza sessuale, oggi la maggioranza ha deciso di bloccarla al Senato. Hanno rinviato il voto e sospeso l’esame in Commissione sine die. Di fronte al voltafaccia della maggioranza è evidente che viene meno la fiducia nel governo”. Lo dichiara Maria Elena Boschi, annunciando che nessuna riformulazione degli ordini del giorno al dl femminicidi verrà più accettata.“Dopo l’impegno solenne preso qui alla Camera da tutte le forze politiche, maggioranza compresa, Roccella ha il dovere di spiegare perché al Senato si sta rimangiando la parola data. Noi- spiega Boschi- avevamo perplessità, avevamo emendamenti, ma li abbiamo ritirati per garantire un voto unanime al Paese. Ci siamo comportati con serietà perché volevamo dare un segnale forte, trasversale, culturale prima ancora che normativo. Scoprire che la stessa maggioranza rinnega l’intesa sulla legge sul consenso è un segnale pessimo. Per il rapporto tra maggioranza e opposizione, ma- conclude- soprattutto per le cittadine e i cittadini che chiedono certezze, non giochi politici sulla pelle delle donne”.
SPORTIELLO (M5S) A ROCCELLA: “FOSSI IN LEI PENSEREI ALLE DIMISSIONI”
“Io fossi in lei penserei alle dimissioni, avrebbe dovuto farlo tante volte ma se lo fa oggi risparmia una figuraccia al governo e al parlamento”. Lo dice la deputata Gilda Sportiello (M5s), intervenendo in aula dopo che al Senato la maggioranza ha deciso di proseguire l’esame del ddl sul consenso e di non approvarlo oggi.
AVS: “ROCCELLA SPIEGHI LA ROTTURA SULL’ACCORDO AL SENATO”
“La ministra Roccella intervenga in quest’aula e spieghi la rottura dell’accordo politico raggiunto tra maggioranza e opposizione sulla legge sullo stupro. Al Senato le opposizioni hanno abbandonato l’aula della commissione, si tratta di un fatto gravissimo la ministra è qui, spieghi cosa sta accadendo”. Così la capogruppo di Avs nella commissione Giustizia della Camera Devis Dori.
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