ROMA – “I provvedimenti di riforma delle Forze Armate si trasformano spesso solo in un aumento della dirigenza, con la 119 abbiamo ridotto le posizioni dei volontari in ferma temporanea e quindi la loro stabilizzazione. Come sindacati abbiamo il compito di far emergere questi aspetti o arriviamo all’Esercito della via Pal, solo con un gran numero di Generali. La riforma delle Forze Armate non diventi solo un aumento della dirigenza”.
Queste le parole di Antonello Arabia, colonnello dell’Esercito e presidente del Sindacato Unico Militari, in sala Matteotti alla Camera in occasione della conferenza organizzata insieme al SIAMO Esercito sul tema della previdenza dei militari. Al convegno hanno preso parte diversi parlamentari di tutte le forze politiche, un dato che ha valorizzato anche il presidente del SIAMO Esercito, Stefano Filippi. “La previdenza dedicata- ha spiegato Arabia- rischia di ristorare chi è in regime misto e non si ha alcuna visione del futuro. Bisogna fare approfondimenti per soluzioni a lunga scadenza e non guardare solo a chi sta per andare via, i volontari sono i nuovi poveri del futuro”. Perché il tema della previdenza tocca proprio i giovani.
“Bisogna tutelare i diritti di quelli che verranno. Le questioni pensionistiche sono diverse per le diverse categorie: con il misto la previdenza dedicata è fattibile, ma per il futuro non è la soluzione. Se la base prende poco come può affrontare la pensione complementare? Bisogna ragionare sulla dedicata”, ha sottolineato Vincenzo Ferri del SUM.
“E’ la madre di tutte le battaglie. I giovani che andranno in pensione, se non si interviene, avranno una decurtazione del 40% rispetto all’ultimo stipendio. Così un militare che ha prestato servizio per la Nazione sarà il nuovo povero del futuro”.
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