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Beatrice Arnera attaccata sui social per la fine della storia con Andrea Pisani: “Perseguitata da messaggi di odio e minacce”

MondoBeatrice Arnera attaccata sui social per la fine della storia con Andrea Pisani: “Perseguitata da messaggi di odio e minacce”

ROMA – Beatrice Arnera rompe il silenzio sull’ondata di odio social che sta ricevendo in questi mesi, a seguito dalla separazione da Andrea Pisani e l’inizio della storia con Raoul Bova. L’attrice ha pubblicato una serie di storie su Instagram in cui mostra i messaggi pieni di offese, insulti e minacce ricevuti sulla piattaforma.

“Fai schifo come attrice, ma soprattutto come persona”, “P*****a traditrice, dovresti morire”, “Donna squallida, ma squallida squallida squallida”, “Dovresti vergognarti, ma tanto la ruota gira”. Sono questi solo alcuni dei direct ricevuti in risposta alle sue storie. “Una donna che si separa e mesi dopo sceglie di iniziare una nuova relazione è perseguitata da messaggi di odio, minacce e inviti al suicidio. Nel 2026”, scrive Beatrice che nel 2024 è diventata mamma di Matilde e ha poi annunciato la separazione da Pisani l’anno successivo. I due stavano insieme dal 2021.

“Sono mesi che vivo questa condizione. Mesi. Precisamente dall’uscita della pirotecnica puntata del Basement in cui Gazzoli si improvvisa psicoterapeuta e il padre di mia figlia racconta una storia piena di inesattezze”, continua Arnera riferendosi alla puntata del podcast di Gianluca Gazzoli dove Pisani è intervenuto parlando del loro addio.

“Nessuna donna dovrebbe avere paura di lasciare il proprio partner- prosegue la 30enne-. Nessun essere umano dovrebbe provare vergogna o timore di subire ripercussioni se decide di lasciare il proprio partner. Insegnerò a mia figlia che, se non sta più bene, è libera di andarsene, da qualsiasi situazione. Senza nemmeno dover dare troppe spiegazioni, a mamma, a papà, ai social o all’Italia intera. Perché grazie a Dio non siamo sassi, siamo esseri umani e se non stiamo bene dove siamo, siamo liberi di andarcene. E dovrebbe essere un diritto, che non dovrebbe subire conseguenze violente, insulti, minacce di morte o gravi ripercussioni sul lavoro. Nel 2026″. Arnera ha, infine, augurato buon anno ai followers: “Un anno pieno di libertà”.
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